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9 Agosto 2026

Bando regionale Umbria: finanziamenti per imprese agroalimentari fino al 2026

Le imprese agroalimentari umbre possono accedere a finanziamenti regionali per progetti di trasformazione e commercializzazione. Scadenza bando 21 settembre 2026.

Bando regionale Umbria: finanziamenti per imprese agroalimentari fino al 2026

Le imprese agroalimentari dell’Umbria hanno una nuova opportunità di crescita grazie a un bando regionale che mette a disposizione quasi 18 milioni di euro di risorse del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR). Questo finanziamento è destinato a sostenere progetti di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, con l’obiettivo di aumentare la redditività e promuovere l’orientamento al mercato.

Il bando, che aprirà il 20 luglio 2026, è rivolto a imprese singole o associate, escludendo le Associazioni Temporanee di Impresa (ATI). Le aziende devono essere dotate di partita IVA, iscritte alla Camera di Commercia e operare nei settori identificati dai codici ATECO 10, 11, 12, 46.2 e 46.3. Sono ammesse anche cooperative e consorzi che trasformano e commercializzano i prodotti dei soci, con il codice ATECO 01.

Requisiti e criteri di valutazione

Per essere finanziati, i progetti devono rispondere a specifici requisiti, tra cui l’aumento della redditività, la promozione dell’orientamento al mercato, la facilitazione dell’accesso al credito, la creazione di occupazione e l’inclusione sociale, e l’incentivazione dell’uso di energie rinnovabili. Gli interventi finanziati dovranno essere completati entro 18 mesi, con la possibilità di una proroga di 6 mesi.

I progetti saranno valutati in base a punteggi assegnati in relazione a determinati requisiti. È richiesto un punteggio minimo di 15 punti, come specificato nell’allegato del bando. Le domande potranno essere presentate esclusivamente sul portale SIAN dal 20 luglio al 21 settembre 2026.

Tipologie di interventi finanziabili

Il bando prevede due azioni principali. La prima include interventi come la costruzione, ristrutturazione, manutenzione straordinaria, ampliamento di fabbricati e manufatti destinati alle attività produttive, l’acquisto di fabbricati, l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, investimenti immateriali per l’acquisizione o sviluppo di programmi informatici, miglioramento della sostenibilità ambientale, aumento del valore aggiunto delle produzioni, e apertura di nuovi mercati.

La seconda azione riguarda impianti fotovoltaici per autoconsumo, impianti per la produzione di energia da biogas/biomassa che utilizzino risorse naturali rinnovabili, e spese generali come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, perizie di stima, e compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica.

Dettagli sui finanziamenti

Gli aiuti previsti sono attuati in regime di esenzione, con il 50% del contributo a fondo perduto. Per progetti che includono Investimenti immobiliari e/o impiantistici la cui trasformazione del prodotto non rientra nell’Allegato I del trattato, il sostegno sarà concesso in regime de minimis. Il contributo richiesto deve essere di almeno 20mila euro, senza limiti già definiti, ma tenendo conto di specifici massimali riferiti all’intero programma del CSR.

Questa iniziativa rappresenta un’opportunità significativa per le imprese agroalimentari umbre di innovare e crescere, beneficiando di finanziamenti regionali mirati a sostenere la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.