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13 Agosto 2026

Sequestro di Villa Joy a Porto San Paolo: cosa cambia per il progetto Tavolara Bay

Il promontorio di Cala Finanza, destinato a diventare un complesso turistico di lusso, è stato sequestrato. Scoperte archeologiche e indagini giudiziarie mettono in discussione il futuro del progetto.

Sequestro di Villa Joy a Porto San Paolo: cosa cambia per il progetto Tavolara Bay

Il sogno di trasformare il promontorio di Cala Finanza in un esclusivo complesso turistico sembra essere giunto a un brusco arresto. La magistratura di Tempio Pausania ha disposto il sequestro di Villa Joy e dei dintorni a Porto San Paolo, davanti a Tavolara, bloccando così un progetto che prevedeva la costruzione di un hotel di lusso un beach club un porto turistico un centro benessere un club di tennis e un campo da golf a 18 buche.

La decisione è arrivata dopo che le forze dell’ordine hanno scoperto evidenti tracce di resti antichi e reperti affioranti nell’area. Questi reperti, che ora saranno esaminati dalla Soprintendenza Archeologia, hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità alla vicenda.

Le polemiche e le denunce degli ambientalisti

Le critiche al progetto non sono nuove. Già da settimane, il Gruppo di Intervento Giuridico aveva denunciato i lavori di disboscamento nella macchia mediterranea, la costruzione di edifici provvisori e l’apertura di strade che avevano compromesso il delicato territorio protetto della riserva marina di Tavolara.

Le indagini hanno portato alla luce dettagli sconcertanti, tra cui la parentela tra il capo-cordata del progetto Tavolara Bay e l’assessore comunale al turismo. Inoltre, è emerso che gli investitori, tra cui il presidente della Lega Serie A di calcio, Ezio Simonelli, contavano su un finanziamento pubblico grazie alla Zes (Zona Economica Speciale) votata dal Consiglio dei Ministri.

I retroscena finanziari e le società offshore

Lo statuto del progetto rivelava che gli investitori erano spesso coperti da società o trust nelle Isole Vergini, a Malta, nelle Bahamas e nel Delaware. Questo ha sollevato interrogativi su come un progetto di lusso potesse beneficiare di finanziamenti pubblici.

La situazione si è complicata ulteriormente quando la Regione ha irrigidito la propria posizione, scavalcando una delle sue leggi più importanti a difesa delle coste. Le dimissioni dell’assessore e la retromarcia sulla Zes hanno segnato un punto di svolta, culminato nel sequestro dell’area.

Il futuro di Cala Finanza

Ora, il promontorio di Cala Finanza resterà incontaminato almeno finché non sarà conclusa la vicenda giudiziaria. La scoperta dei reperti archeologici aggiunge un ulteriore strato di complessità, rendendo il futuro del progetto ancora più incerto.

Le autorità dovranno ora decidere come procedere, bilanciando la necessità di preservare il patrimonio archeologico con le aspettative degli investitori. Intanto, gli ambientalisti continuano a vigilare, sperando che questa svolta possa portare a una maggiore tutela del territorio.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.