Il nuovo rapporto pubblicato a luglio dall’INVALSI fornisce una fotografia aggiornata delle capacità degli studenti italiani, analizzando un campione di 2,4 milioni di alunni dalla scuola primaria alle superiori. I risultati mostrano lacune importanti in due materie considerate fondamentali per il percorso di apprendimento.
Le cifre non sono semplici statistiche: dietro ai numeri si celano migliaia di ragazzi che, al termine del primo ciclo di istruzione, non hanno ancora consolidato le competenze di base richieste per proseguire con successo nel percorso scolastico.
Matematica alla scuola primaria: il 40% sotto il livello base
Secondo i dati, quasi il 40% dei bambini in età di scuola primaria non supera la soglia minima di livello base in matematica. In pratica, quattro alunni su dieci non riescono a gestire operazioni elementari o a ragionare su problemi numerici semplici, competenze indispensabili per la costruzione del pensiero logico-numerico.
Impatto a lungo termine e rischi di consolidamento
Le carenze osservate in età primaria tendono a persistere negli anni successivi, rendendo più complesso il recupero durante la scuola secondaria. Quando le fondamenta sono deboli, matematica diventa un ostacolo crescente, aumentano i casi di abbandono e di scarsa performance in altre materie che richiedono capacità di calcolo e ragionamento.
Italiano in terza media: il 55% affronta difficoltà
Nel contesto della scuola secondaria di primo grado, il rapporto indica che il 55% degli studenti in terza media presenta difficoltà significative in italiano. Questo significa che più della metà dei ragazzi non possiede una padronanza adeguata della lingua per comprendere testi, produrre scritti coerenti o sostenere dibattiti argomentati.
Recupero tardivo e differenze territoriali
Le performance migliorano leggermente nelle scuole superiori, ma il recupero avviene troppo tardi rispetto alle esigenze formative. Le regioni del Sud mostrano ancora incertezza, a causa dell’interruzione didattica provocata dalla pandemia, che ha accentuato il divario rispetto al resto del Paese.
Altri risultati: crescita in inglese, competenze digitali e calo della dispersione
Non tutto è negativo: le competenze in lingua inglese e le abilità digitali hanno registrato progressi rispetto ai cicli precedenti, segno che le politiche recenti stanno dando i loro frutti. Inoltre, la dispersione scolastica è in diminuzione, con un numero inferiore di studenti che abbandonano l’istruzione rispetto agli anni passati, soprattutto nel Sud, dove il fenomeno sta lentamente invertendo la tendenza.
Investire in programmi mirati, soprattutto nella fase primaria, potrebbe trasformare le statistiche attuali in risultati più soddisfacenti per le future generazioni.



