L’Unione Europea è alle prese con una revisione delle sue normative sulle criptovalute, un passo necessario per affrontare l’espansione delle stablecoin e delle tecnologie emergenti. La Commissione europea ha avviato una consultazione con le parti interessate che si concluderà il 30 settembre, mentre cresce la pressione per definire regole più chiare su questi asset digitali.
Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un valore stabile, spesso ancorate a valute tradizionali come il dollaro statunitense. La loro popolarità è cresciuta rapidamente, con un aumento del 72% nei volumi di transazione nel 2026, raggiungendo i 33.000 miliardi di dollari. Tuttavia, la loro regolamentazione è complessa, soprattutto perché possono essere emesse da più società contemporaneamente e operano al di fuori del sistema bancario tradizionale.
La pressione degli Stati Uniti e l’iniziativa di Trump
La revisione delle norme europee è anche una risposta agli investimenti significativi del presidente statunitense Donald trump nel settore delle stablecoin. Nel 2026, Trump ha firmato il Genius Act una legge che definisce un quadro regolatorio per queste criptovalute negli Stati Uniti. L’obiettivo è rafforzare il dollaro americano attraverso questa tecnologia, presentando le stablecoin come strumento centrale per le transazioni internazionali.
Il 95% delle stablecoin globali è ancorato al dollaro statunitense, un dato che spiega l’attenzione riservata dall’amministrazione Usa a questo strumento. La crescita delle stablecoin ha portato a un aumento dei volumi di transazione, con un picco mensile di 1.790 miliardi di dollari a giugno. Tuttavia, questa espansione ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla stabilità e alla sovranità dell’Unione Europea.
La proposta italo-tedesca e le sfide normative
Già a marzo, Germania e Italia avevano presentato una proposta congiunta per un quadro normativo Ue sulle stablecoin. Il documento mira a garantire la stabilità e la sovranità dell’Unione, prendendo di mira le stablecoin multi-emittente. Queste sono token emessi contemporaneamente in più giurisdizioni con riserve ripartite tra di esse, il che può creare rischi di stabilità.
La proposta italo-tedesca prevede che l’accesso al mercato Ue sia subordinato a una decisione di equivalenza della Commissione europea sul quadro regolamentare del Paese d’origine dell’emittente. In assenza di tale riconoscimento, gli operatori resterebbero esclusi dal mercato europeo. Inoltre, l’iniziativa assegna all’Autorità bancaria europea il potere di vietare una stablecoin in caso di fallimento del meccanismo di trasferimento delle riserve o di violazioni gravi delle norme nazionali.
Le infrastrutture di pagamento e la strategia della Bce
In parallelo, la Banca centrale europea ha presentato una nuova strategia per i pagamenti, che prevede la creazione di due infrastrutture di rete, Pontes e Appia. L’obiettivo è adattare l’istituzione alla tokenizzazione e ad altre innovazioni, come la tecnologia a registro distribuito (Dlt). La revisione della normativa Ue sulle criptovalute dovrebbe valutare anche se estendere il proprio ambito ai nuovi strumenti di pagamento e ai depositi tokenizzati, prodotti destinati a crescere nei prossimi anni.
La consultazione in corso è un passo cruciale per definire un quadro normativo adeguato alle sfide poste dalle tecnologie emergenti. La revisione delle norme sulle criptovalute è un processo complesso, ma necessario per garantire la stabilità e la sovranità dell’Unione Europea in un contesto di rapida evoluzione tecnologica.



