Nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata, il procuratore generale Ludovico Vaccaro ha offerto una panoramica delle sfide attuali durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Lecce.
Il suo intervento ha evidenziato come i gruppi mafiosi stiano evolvendo, adottando strategie più sofisticate e integrate nel tessuto economico locale.
Indice dei contenuti:
Il radicamento della criminalità economica
Vaccaro ha sottolineato la continua preminenza di attività illegali come il traffico di stupefacenti, l’estorsione e i reati legati a armi ed esplosivi. Queste pratiche non sono attribuibili solo a gruppi mafiosi consolidati, ma si sono diffuse anche in settori come la ristorazione e il turismo, dove i clan cercano di infiltrarsi per massimizzare i profitti. L’approccio imprenditoriale della mafia si manifesta in vari ambiti, dai centri benessere ai servizi di sicurezza, estendendosi anche agli eventi pubblici.
L’uso delle criptovalute nel riciclaggio
Un aspetto preoccupante emerso dalle dichiarazioni di Vaccaro è l’impiego delle criptovalute nel riciclaggio di denaro sporco. I clan utilizzano queste valute digitali per rendere più opachi i flussi finanziari, approfittando di piattaforme estere che non collaborano con le autorità italiane. Questa strategia consente loro di eludere i controlli e di reinvestire i proventi illeciti in attività legali, rendendo la lotta alla criminalità ancora più ardua.
Collaborazione tra bande e nuove tecnologie
Oltre al traffico di stupefacenti, Vaccaro ha messo in evidenza come i clan locali stiano collaborando sempre più con organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta e bande albanesi. Questa rete di alleanze permette un maggiore controllo sul mercato della droga, come dimostrato dal recente sequestro di sostanze stupefacenti nel porto di Taranto.
Il rischio di infiltrazioni mafiose
Il procuratore generale ha avvertito riguardo al rischio di infiltrazioni mafiose in vari settori economici, in particolare nelle aree emergenti come le energie rinnovabili. La capacità dei gruppi mafiosi di adattarsi e di sfruttare le opportunità di investimento legali rappresenta una minaccia costante per la sicurezza economica del paese.
Riforme e autonomia della magistratura
Vaccaro ha affrontato il tema della riforma della giustizia, criticando l’idea della separazione delle carriere per i magistrati. Ha sostenuto che questa proposta non solo è infondata, ma potrebbe compromettere l’autonomia necessaria per garantire un processo giusto e imparziale. Secondo lui, l’appartenenza a un unico ordine non compromette l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri. Il sistema giudiziario deve operare per il bene della verità e non per la vittoria di una parte.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Un altro punto saliente del suo discorso ha riguardato l’uso dell’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario. Vaccaro ha affermato che, sebbene la tecnologia possa essere un valido supporto, non deve mai sostituire il giudizio umano, fondamentale per la valutazione dei casi. Ogni situazione richiede un’analisi contestuale e profonda, che solo un magistrato può fornire.
Necessità di risorse
Vaccaro ha esortato a non considerare i magistrati come una casta privilegiata, ma come figure essenziali per garantire il rispetto delle leggi e la tutela dei diritti dei cittadini. Ha richiesto un potenziamento delle risorse, sia in termini di personale che di infrastrutture, per affrontare le crescenti sfide della giustizia. La vera indipendenza della magistratura non è un privilegio, ma un diritto fondamentale che tutti i cittadini meritano.
