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20 Settembre 2026

Tasse locali 2026: Imu solo online, Tari entro 90 giorni

La nuova riforma fiscale rende l'Imu digitale, accorpa i termini per la Tari e ridefinisce le sanzioni per le controversie catastali

Tasse locali 2026: Imu solo online, Tari entro 90 giorni

Il decreto legislativo 147/2026 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e operativo dal 12 agosto, ha introdotto una serie di cambiamenti strutturali per i tributi locali. L’obiettivo dichiarato è la semplificazione mediante la digitalizzazione, ma le novità comportano anche obblighi temporali più stringenti per i contribuenti. Proprietari di abitazioni, negozi o altri immobili dovranno adeguarsi a nuove modalità di comunicazione, rispettare scadenze più ravvicinate e tenere conto di regole diverse per le eventuali controversie sulla rendita catastale. Un errore di interpretazione può tradursi rapidamente in sanzioni, perciò è fondamentale comprendere i dettagli della riforma.

Imu diventa esclusivamente telematica

A partire da agosto 2026 la dichiarazione dell’Imu non potrà più essere presentata su supporti cartacei né mediante moduli comunali differenti. Il Ministero ha messo a disposizione un modello unico online pensato per raccogliere tutte le informazioni necessarie, comprese le richieste di agevolazioni locali. L’uso di un unico canale digitale elimina la molteplicità di modulistica precedente, ma richiede al contribuente di caricare dati corretti fin dal primo momento, perché i Comuni non potranno più richiedere integrazioni al di fuori del modello nazionale. La scadenza tradizionale rimane il 30 giugno dell’anno successivo al possesso o alla variazione dell’immobile, ma la modalità di invio è ora unicamente telematica.

Dettagli sul modello unico

Il nuovo formulario prevede campi specifici per indicare la tipologia dell’immobile, la sua superficie, le eventuali riduzioni per abitazioni principali o per categorie protette, e la quota di possesso in caso di comproprietà. Inoltre, viene chiesto di allegare eventuali certificati di esenzione o di riduzione, rendendo il processo più trasparente ma anche più esigente dal punto di vista della correttezza dei dati inseriti.

Tari: la denuncia deve avvenire entro 90 giorni

La normativa ha accorciato drasticamente i termini per la dichiarazione della Tari. Qualsiasi variazione che influisce sull’importo della tassa sui rifiuti – acquisto, locazione, cessazione dell’occupazione, modifica della superficie imponibile o variazione del nucleo familiare – deve essere comunicata al Comune entro 90 giorni dall’evento. In passato era possibile attendere fino al 30 giugno dell’anno successivo; ora il contribuente ha meno di tre mesi per aggiornare la propria posizione fiscale. Il mancato rispetto di questa scadenza può generare contestazioni amministrative, interessi e, a partire dal 1° gennaio 2027, sanzioni più leggere ma comunque pecuniarie.

Implicazioni per chi affitta o avvia un’attività

Chi decide di affittare un’immobile o di aprire una nuova attività commerciale deve prestare particolare attenzione al termine di 90 giorni. La comunicazione tardiva può far incorrere il contribuente in una sanzione per dichiarazione infedele fissata al 40 % del tributo non versato (con minimo di 50 €). Per le dichiarazioni omesse la sanzione è pari al 100 % del tributo dovuto, sempre con un minimo di 50 €.

Rendite catastali: gestione delle controversie e rimedi retroattivi

Il decreto introduce una nuova disciplina per le cause relative alla rendita catastale valore base da cui si calcola l’Imu. Durante il procedimento giudiziario il contribuente continua a pagare l’imposta secondo la rendita già iscritta, senza sospendere i versamenti. Solo al termine della sentenza, una volta reso passato in giudicato il provvedimento, si procede al calcolo definitivo. Se il giudice accoglie la riduzione della rendita, il contribuente può richiedere il rimborso degli importi versati in eccesso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza. Al contrario, se la rendita viene aumentata, il Comune può esigere il conguaglio relativo allo stesso periodo, ma solo con gli interessi legali, senza applicare sanzioni.

Effetti retroattivi e conservazione della documentazione

Un contenzioso che si protrae per diversi anni può generare conguagli retroattivi su tutto il triennio o quinquennio interessato. È quindi fondamentale conservare tutta la documentazione relativa al possesso, alle comunicazioni inviate e alle rilevazioni catastali, perché il pagamento finale o il rimborso potrebbero arrivare molto tempo dopo la chiusura della causa. La riforma punta a rendere più chiaro il rapporto tra contribuenti e amministrazioni locali, ma richiede una vigilanza costante sul rispetto dei nuovi tempi di comunicazione e delle modalità di pagamento.

I proprietari di immobili devono adeguare i propri processi amministrativi, utilizzare il modello telematico nazionale per l’Imu, comunicare tempestivamente le variazioni per la Tari e tenere traccia di ogni documento utile per eventuali ricorsi. Solo così potranno evitare errori, sanzioni e ritardi nei rimborsi.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.