Salta al contenuto
25 Luglio 2026

Tensioni globali: petrolio a 100 dollari e dubbi sull’IA scuotono le borse

I mercati finanziari sono in tumulto a causa dell'escalation della guerra in Medio Oriente e dei dubbi sugli investimenti nell'intelligenza artificiale

Tensioni globali: petrolio a 100 dollari e dubbi sull'IA scuotono le borse

I mercati finanziari globali stanno affrontando una fase di forte incertezza, con due fattori principali che stanno mettendo alla prova gli investitori: l’escalation della guerra in Medio Oriente e gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale da parte dei colossi tecnologici. Questi elementi stanno creando un clima di preoccupazione tra gli operatori, con ripercussioni significative sui listini azionari e sui prezzi delle materie prime.

La situazione geopolitica è ulteriormente complicata dall’aumento dei prezzi del petrolio che ha superato quota 100 dollari al barile per la prima volta da due mesi. Questo rialzo è stato innescato dagli attacchi degli Houthi, gruppo militante yemenita sostenuto dall’Iran, a due petroliere saudite nel Mar Rosso. La regione è strategica per il trasporto del greggio, e una chiusura della rotta costringerebbe le petroliere a circumnavigare l’Africa, con conseguenti aumenti dei costi e dei tempi di consegna.

L’impatto del conflitto sul petrolio e sui mercati

Il rincaro del petrolio non solo pesa sulle borse, ma fa anche temere una nuova spinta all’inflazione nel momento in cui la Federal Reserve sta valutando i prossimi movimenti sui tassi d’interesse. I rendimenti dei titoli di Stato americani sono saliti, con il decennale che ha raggiunto il 4,695%. I mercati assegnano una probabilità del 35% a un rialzo del costo del denaro già a luglio, contro il 10% di una settimana fa.

La Banca centrale europea, nel frattempo, ha lasciato i tassi d’interesse invariati, ma ha lasciato intendere che potrebbe agire a settembre. La presidente Christine Lagarde ha riconosciuto che il dibattito interno è stato più acceso del previsto, con alcuni governatori che hanno suggerito un rialzo dei tassi. La Bce seguirà con attenzione l’evoluzione della situazione e i dati che arriveranno nelle prossime settimane.

Le preoccupazioni sugli investimenti in IA

Oltre alle tensioni geopolitiche, gli investitori sono preoccupati per gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale da parte dei colossi tecnologici. Tesla e Alphabet (Google) hanno pubblicato conti non del tutto convincenti, mostrando come gli investimenti in IA siano aumentati. Nonostante ci siano i primi segnali di ritorni, come l’aumento dell’82% dei ricavi del settore cloud di Google, Tesla sta continuando a mettere denaro nello sviluppo di robot, macchine a guida autonoma e data center.

Questi investimenti stanno preoccupando gli investitori, che temono un impatto negativo sui profitti a breve termine. A wall street, il Dow Jones ha perso oltre 600 punti, con ribassi di oltre l’1%, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,5% e il Nasdaq, l’indice più dipendente dal settore tech, quasi il 2,5%. In Europa, la situazione è stata molto simile, con l’indice paneuropeo STOXX 600 che ha perso l’1,3%. Milano è stata una delle peggiori in Europa, con l’indice principale Ftse Mib che ha perso il 2,8%.

Le performance dei settori e delle singole aziende

A Piazza Affari, le banche hanno trainato il listino, con Bper (+2,7%), Bpm (+2%), Mediobanca (+2,1%) e Intesa (+2,5%). Positiva anche UniCredit (+1,5%) dopo che Mediobanca ha confermato il suo ‘outperform’, alzando il prezzo obiettivo da 92 a 100 dollari. Chiude invece in coda Poste Italiane (-3,6%) dopo la trimestrale. Il gruppo ha registrato un aumento degli utili e dei ricavi nel primo semestre del 2026, confermando la guidance per l’intero anno.

Tornano le vendite anche su St (-2,4%), dopo il tracollo della vigilia in scia ai conti. La società dei chip prevede circa 2,4 miliardi di euro a Catania tra il 2026 e il 2028 per rafforzare la capacità nel carburo di silicio a 8 pollici, e 1,4 miliardi ad Agrate Brianza. Negativa anche Buzzi (-1,5%), dopo che Jefferies ha confermato il giudizio ‘hold’, ma ha abbassato il target price da 49,5 a 46,5 euro.

In questo scenario, i prezzi del petrolio hanno fatto un lieve dietrofront, dopo la fiammata di ieri, che ha portato i futures sul Brent oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da due mesi. Al momento il Brent in scadenza a settembre viaggia a circa 96 dollari al barile e il Wti di pari scadenza a intorno agli 89 dollari. In forte rialzo, al contrario, il gas naturale europeo, vicino ai 63 euro al megawattora per il Ttf di agosto ad Amsterdam, dopo aver oltrepassato i 64 euro, mai così alto dall’inizio del 2026.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.