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24 Luglio 2026

Come stanno cambiando gli investimenti e le imprese in Italia

Nel 2026, gli italiani stanno modificando le loro abitudini di risparmio e investimento, con un aumento delle attività imprenditoriali. Scopri i dettagli di questa trasformazione economica.

Come stanno cambiando gli investimenti e le imprese in Italia

Nel 2026, il panorama economico italiano sta vivendo una trasformazione significativa. Da un lato, gli italiani stanno cambiando le loro abitudini di risparmio, spostando i loro fondi dai conti correnti verso strumenti di investimento più redditizi. Dall’altro, il tessuto imprenditoriale del Paese mostra segni di ripresa, con un aumento delle nuove attività, soprattutto nei settori dei servizi e delle costruzioni.

Questi cambiamenti riflettono una nuova consapevolezza finanziaria tra i cittadini e una maggiore dinamismo nel settore imprenditoriale. Ma quali sono le cause di queste tendenze e quali sono le implicazioni per l’economia italiana?

La trasformazione del risparmio italiano

Un recente rapporto ha evidenziato che gli italiani stanno riducendo la loro dipendenza dai conti correnti come strumento di risparmio. Secondo i dati, i risparmi finanziari degli italiani sono in aumento, ma una parte sempre più piccola di questi risparmi viene tenuta sui conti correnti. Attualmente, solo il 37% della ricchezza finanziaria degli italiani è depositata sui conti correnti, una percentuale inferiore alla media europea del 40%.

Questo cambiamento è particolarmente evidente se confrontato con altri Paesi europei. Ad esempio, in Svezia e Danimarca, la percentuale di risparmi tenuti sui conti correnti è rispettivamente del 18% e del 19%, mentre in Grecia e Bulgaria supera il 69%. Gli italiani stanno quindi seguendo una tendenza simile a quella dei Paesi nordici, dove i risparmiatori preferiscono investire in strumenti finanziari più redditizi.

In Italia, i risparmiatori stanno diversificando i loro investimenti, con una maggiore attenzione ai fondi pensione alle assicurazioni sulla vita e ai fondi d’investimento. Inoltre, i titoli di Stato rappresentano una parte significativa del risparmio italiano, con una quota dell’8,1% del risparmio totale. Questo indica una maggiore propensione al rischio e una maggiore consapevolezza delle opportunità di investimento disponibili.

La ripresa del tessuto imprenditoriale

Nel secondo trimestre del 2026, il sistema imprenditoriale italiano ha mostrato segni di ripresa, con un aumento delle nuove attività. Secondo i dati, il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è stato positivo per 32.709 unità, con un tasso di crescita dello 0,56%. Questo risultato è in linea con il trend registrato nello stesso periodo del 2026, portando il numero complessivo delle imprese registrate a 5.823.863.

La crescita è stata sostenuta principalmente dai settori dei servizi e delle costruzioni mentre i comparti tradizionali come l’agricoltura e l’industria manifatturiera hanno mostrato segnali di debolezza. Tra i servizi, le attività finanziarie e assicurative hanno registrato un aumento del 1,91%, seguite dalle attività professionali, scientifiche e tecniche con un incremento dell’1,59%. Le costruzioni hanno visto un aumento di 5.369 imprese, mentre le attività manifatturiere sono cresciute solo dello 0,10%.

Questo dualismo tra comparti innovativi e attività tradizionali è evidente anche all’interno del comparto artigiano. La crescita dell’artigianato è stata sostenuta principalmente dalle costruzioni e dai servizi alla persona, mentre la manifattura ha continuato a perdere terreno. Le società di capitali sono risultate la componente più dinamica del tessuto imprenditoriale, con un tasso di crescita dell’1,00%, mentre le imprese individuali sono cresciute del 0,46%. Le società di persone, invece, hanno registrato un saldo negativo di 611 attività.

Le sfide future

Nonostante i segnali positivi, l’economia italiana deve affrontare diverse sfide. La frammentazione del mercato dei capitali europei limita le opportunità di investimento e la crescita economica. Inoltre, le difficoltà di accesso ai fondi pensione e ai fondi di investimento rappresentano un ostacolo significativo per i risparmiatori italiani.

Per mobilitare la ricchezza intrappolata nei conti correnti, è necessario un cambiamento strutturale nel mercato dei capitali europeo. La Commissione Europea sta lavorando per superare queste barriere, ma le resistenze dei singoli Paesi stanno rallentando il processo. In assenza di un mercato dei capitali unificato, gli investitori italiani potrebbero continuare a preferire strumenti di investimento più tradizionali e meno redditizi.

Allo stesso tempo, il tessuto imprenditoriale italiano sta mostrando segni di ripresa, con una crescita sostenuta dai settori dei servizi e delle costruzioni. Tuttavia, per sfruttare appieno queste opportunità, è necessario affrontare le sfide strutturali che limitano la crescita economica e la mobilitazione del risparmio.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.