La notte di ieri a Genova si è concluso un capitolo importante della storia giuridica italiana: Sergio Erede avvocato d’affari noto per aver curato le più rilevanti operazioni societarie del paese, è deceduto all’età di 86 anni a seguito di una caduta domestica. Lo stesso giorno, a Lecce, il Tribunale di Lecce ha emanato una sentenza contro il Ministero della Difesa riconoscendo 138.801 euro di risarcimento alla famiglia di un ex marinaio colpito da mesotelioma pleurico legato all’amianto.
Il percorso di Sergio Erede, tra studi d’élite e operazioni storiche
Nato a Firenze nel 1940, Erede si è laureato con 110 e lode in Giurisprudenza all’Università di Milano nel 1962 e, due anni dopo, ha conseguito un Master of Laws presso la Harvard Law School. Dal 1967 ha esercitato la professione forense, guadagnandosi rapidamente la reputazione di decano del diritto commerciale italiano. Nel 1969 ha fondato lo studio Erede Bianchi che nel 1995 è diventato Erede e Associati specializzandosi in fusioni e acquisizioni mercato dei capitali e contenzioso.
Le operazioni che hanno segnato la finanza nazionale
Durante più di cinquant’anni di attività, Erede ha partecipato a transazioni di portata epocale: l’OPA di Olivietti su Telecom Italia l’acquisizione di Generali su INA e la privatizzazione di Autostrade e Aeroporti di Roma. Tra le quotazioni più importanti vi sono quelle di Enel e Finmeccanica nonché l’acquisto di Seat da parte di Telecom Italia e l’operazione successiva di Pirelli e Gruppo Benetton. Il suo nome è stato accostato a dinastie come i Benetton e il gruppo Del Vecchio oltre a imprenditori come Pietro Salini e Urbano Cairo.
Sentenza di Lecce: riconosciuta la responsabilità del Ministero per l’amiante
Il caso riguarda il figlio di un ex marinaio della Marina Militare che, durante il servizio a bordo della nave Sagittario nella base di Taranto è stato esposto a materiali contenenti amianto. L’uomo, impiegato come fuochista e motorista, è stato diagnosticato con mesotelioma pleurico – una neoplasia strettamente correlata all’inalazione di fibre di amianto – e ne è deceduto nel novembre 2016, più di cinquanta anni dopo l’esposizione.
Motivi della condanna e impatto sulla difesa
Il giudice ha stabilito che il Ministero della Difesa non aveva adottato le necessarie misure di protezione né informato il militare sui rischi dell’amianto, configurando una chiara negligenza. La sentenza, passata in giudicato, ordina il pagamento di 138.801 euro più interessi al figlio, considerato il diretto erede del danno subito. La decisione rappresenta un importante precedente per le numerose famiglie che ancora lottano per il riconoscimento dei danni da amianto subiti nelle strutture militari.
L’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, ha sottolineato che “Taranto è una città che conosce le conseguenze dell’amianto, ma troppo spesso l’attenzione si concentra soltanto sulle esposizioni industriali, lasciando in secondo piano quelle che hanno interessato il personale della Marina Militare”. Ha inoltre invitato le istituzioni a garantire un sostegno concreto alle vittime e ai loro familiari.
Questi due eventi, seppur divergenti per soggetti e ambiti, mostrano come la legge continui a fungere da strumento di riconoscimento, sia per le imprese sia per i singoli cittadini. La scomparsa di Sergio Erede segna la fine di una era per il diritto commerciale italiano, mentre la sentenza di Lecce apre la strada a ulteriori riconoscimenti per le vittime dell’amianto nel contesto militare.



