L’azione più recente nello scacchiere finanziario italiano mette al centro Unipolil gruppo assicurativo guidato da Carlo Cimbrie un piano ambizioso che coinvolge Intesa SanPaoloMps e Bper. L’operazione nasce come conseguenza della maxi-offerta lanciata da Intesa su Mps: una logica di trasferimenti di sportelli e attività che apre a Unipol la possibilità di raccogliere un congruo compendio bancario e di ridisegnare gli equilibri del mercato.
Il progetto prevede che, in caso di perfezionamento dell’offerta di Intesa, circa 635 filiali e il relativo portafoglio retail e corporate (escluse le sofferenze) possano essere cedute: un pacchetto che Unipol intende acquisire per poi integrarlo con la sua partecipazione in Bper, creando così un’entità con peso nazionale. Dietro questa operazione si muovono scelte finanziarie complesse, leve regolamentari e scambi strategici di capitale.
L’assetto dell’operazione: cosa cede Intesa e cosa acquisisce Unipol
Nel meccanismo concordato, Intesa SanPaolo può trasferire a Unipol un compendio aziendale di Mps costituito da 635 filiali, centri direzionali e una parte significativa dell’attività di wealth management. Il corrispettivo totale per il pacchetto è stato quantificato in massimo 3,5 miliardi di euro, con 2,5 miliardi da finanziare tramite un aumento di capitale rivolto ai soci della capogruppo.
Unipol, già forte di una quota rilevante in Bper (poco sotto il 30% se si sommano equity e derivati), mira a trasferire il compendio ricevuto in una nuova banca che verrebbe poi integrata nella struttura di Bper. L’operazione prefigurata porterebbe a una banca combinata con oltre 2.600 sportelli e un volume di impieghi significativo, sufficiente a collocarla come secondo polo bancario sul territorio nazionale.
Strumenti finanziari e posizioni su Bper
La partecipazione di Unipol in Bper è stata costruita non solo con azioni dirette ma anche tramite equity swap e strumenti a rendimento totale. Negli ultimi mesi sono stati sottoscritti swap che hanno come sottostante quote significative del capitale di Bper, avvicinando la soglia che imporrebbe l’obbligo di Opa e offrendo al gruppo di Bologna la possibilità di superare il 40% in caso di perfezionamento dell’intera operazione.
Il ruolo delle modifiche normative e l’impatto sul controllo
Un elemento cruciale che cambia l’orizzonte strategico è la nuova formulazione del Testo Unico della finanza (Tuf) approvata recentemente: la soglia per la Opa è stata uniformata al 30% per le maggiori quotate, mentre è stata prevista l’esenzione per i conferimenti in natura. Questa norma consente a Unipol di immaginare lo scambio del compendio bancario con azioni di Bper senza innescare automaticamente un’offerta pubblica obbligatoria.
Inoltre, la soglia dell’Opa incremental è salita dal 5% al 10%: chi già detiene una partecipazione significativa potrà aumentarla fino al 10% nell’arco di 12 mesi senza avviare un’Opa totalitaria. Per Unipol questo significa la strada spianata verso il controllo di fatto di una nuova banca unita a Bper, senza doversi sottoporre immediatamente a vincoli di offerta pubblica.
Conseguenze per il rapporto tra gruppi e dinamiche di mercato
Se la concatenazione di operazioni andrà a buon fine, il risultato sarebbe un riequilibrio del mercato bancario italiano: Unipol, attraverso l’integrazione con Bper, comporrebbe un gruppo con dimensioni e capillarità tali da competere con i primi operatori, mentre Intesa consoliderebbe la propria posizione dopo l’assorbimento di Mps. Il disegno comporta anche implicazioni politiche e sociali, come la reazione delle comunità locali coinvolte nel cambio di marchio e nella possibile perdita di identità per Istituzioni storiche come Mps.
La partita rimane condizionata dal successo dell’offerta di Intesa su Mps, dalle autorizzazioni delle autorità antitrust e di vigilanza e dalla capacità di Unipol di raccogliere le risorse necessarie tramite capitale cooperatorio e strumenti finanziari. In un quadro che mescola finanza, diritto societario e strategia industriale, il gruppo di Cimbri ha messo in campo un piano che se realizzato ridisegnerà la geografia bancaria in Italia.



