Questa settimana la capitale norvegese è destinata a diventare il fulcro di una nuova ondata di diplomazia internazionale. Jared Kushner consigliere del presidente statunitense, e Steve Witkoff inviato per il Medio Oriente, sono arrivati a Oslo con l’obiettivo di dare vigore a un processo di negoziati che da mesi resta in stallo. L’incontro è stato organizzato su richiesta di Kiev, che ha chiesto sia alla Norvegia che alla Finlandia di fungere da facilitatrici di un tavolo di dialogo in un momento estremamente delicato per l’Ucraina.
Incontro a Oslo: protagonisti e agenda
Secondo le informazioni raccolte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe partecipare personalmente agli incontri. Accanto a lui, saranno presenti il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb insieme a rappresentanti del cosiddetto gruppo E4 (Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) e a funzionari dell’Unione europea e della NATO. L’agenda preliminare prevede una discussione approfondita su garanzie di sicurezza per l’Ucraina post-conflitto, sul percorso verso l’integrazione europea e su un quadro economico capace di sostenere la ricostruzione del paese devastato dalla guerra.
Presenza di Zelensky e ruolo degli Stati Uniti
Le fonti anonime hanno confermato che, nonostante il raffreddamento delle relazioni tra Washington e Kiev, il presidente ucraino intende mantenere aperto il canale di dialogo con gli Stati Uniti. Kushner, costretto a partecipare da remoto a causa di un’influenza, seguirà gli sviluppi via videoconferenza, mentre Witkoff si occuperà della mediazione sul terreno. Il loro coinvolgimento evidenzia un tentativo di ricostruire la fiducia e di evitare ulteriori ritardi nella fornitura di armamenti, oggetto di recenti critiche da parte di Kiev riguardo ai tempi di consegna dei missili già pagati dall’Unione europea.
Il contesto di tensione tra Washington e Kiev
Il clima di crescente frizione tra l’amministrazione statunitense e la leadership ucraina è alimentato da accuse di ritardi nella consegna di sistemi d’arma e dalla riduzione di parti di supporto di intelligence, come la limitazione della velocità di Starlink. Zelensky ha denunciato queste restrizioni come un “gioco ingiusto” nei confronti dell’Ucraina, pur riconoscendo il sostegno del popolo americano e della squadra legata al precedente governo Trump. Tale spirale di tensione rende ancora più cruciale la mediazione norvegese, poiché un progresso reale dipende da una coesione tra gli alleati occidentali.
Al termine del round di Oslo, Witkoff ha in agenda un viaggio verso Mosca per confrontarsi direttamente con il presidente russo Vladimir Putin e presentare le proposte elaborate con Kiev e i partner europei. L’obiettivo è duplice: definire le condizioni per la fine delle ostilità e avviare un nuovo assetto di sicurezza tra Russia ed Europa, oltre a esplorare possibili forme di cooperazione economica post-conflitto. Parallelamente, gli Stati Uniti intendono spingere per la liberazione di Stephen Hubbard un insegnante statunitense ritenuto imprigionato ingiustamente a Mosca. Le trattative sono ancora in fase preliminare, ma il presidente Donald Trump ha espresso la volontà di fermare le uccisioni e dare avvio a una pace duratura.



