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22 Ottobre 2026

Adozione massiccia di agenti AI: oltre il 60% prevede il cambiamento

Più del 60% dei dirigenti manifatturieri punta agli agenti AI, ma molti progetti rischiano di fermarsi per costi elevati.

Adozione massiccia di agenti AI: oltre il 60% prevede il cambiamento

Il World Manufacturing Forum 2026 ha aperto le porte a Milano, ospitato nel maestoso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. Si tratta della quattordicesima edizione dell’incontro internazionale promosso dalla World Manufacturing Foundation, che quest’anno riunisce 400 aziende, 30 esperti provenienti da 21 Paesi e rappresentanti di 10 filiere produttive. L’evento è stato concepito per fornire alla comunità globale dell’industria una panoramica delle tendenze emergenti e delle opportunità tecnologiche più rilevanti.

Prospettive di adozione degli agenti AI

Secondo il World Manufacturing Report 2026, più del 60% dei dirigenti del settore manifatturiero prevede di integrare agenti di intelligenza artificiale entro i prossimi due anni. La percentuale di realtà operative è ancora inferiore al 20%, il che indica un largo margine di crescita. Per chiarezza, gli agenti AI non sono semplici chatbot: si tratta di sistemi autonomi capaci di pianificare attività, coordinare sequenze operative e prendere decisioni in tempo reale, contribuendo a ottimizzare la produzione e a migliorare la qualità.

Definizione di agente AI

Un agente AI è, in pratica, un software evoluto che combina capacità di machine learning con moduli di ragionamento, consentendo di svolgere compiti complessi senza supervisione continua. Questa caratteristica lo rende particolarmente appetibile per le fabbriche che desiderano ridurre i tempi di ciclo e aumentare la flessibilità delle linee di produzione.

Rischi di cancellazione evidenziati da Gartner

L’entusiasmante scenario di adozione è però mitigato da un’analisi di Gartner, la quale stima che più del 40% dei progetti basati su agenti AI possa essere interrotto entro la fine del 2027. Le cause individuate sono principalmente i costi in crescita e un ritorno sull’investimento limitato. In sostanza, se la tecnologia non riesce a dimostrare un impatto tangibile su produttività, qualità o gestione dei processi, le aziende potrebbero decidere di abbandonare l’iniziativa.

Robotica umanoide: prima ondata commerciale

Parallelamente, il settore della robotica umanoide sta entrando nella sua prima fase di commercializzazione. Le previsioni indicano una vendita compresa tra 13.300 e 16.000 unità nel 2025, con più dell’80% destinato al mercato cinese. Questi robot sono previsti soprattutto per integrazioni in stabilimenti già operativi, piuttosto che per la creazione di impianti completamente nuovi e automatizzati. L’approccio graduale permette alle aziende di testare l’efficacia della robotica avanzata senza dover riprogettare interamente le proprie strutture produttive.

Il panorama industriale europeo e globale sta vivendo una fase di transizione dove agenti AI e robotica umanoide rappresentano leve strategiche per la competitività. Tuttavia, la quota elevata di progetti a rischio di cancellazione suggerisce la necessità di una valutazione più rigorosa dei costi e dei benefici, affinché le innovazioni vengano tradotte in risultati concreti sul pavimento di fabbrica.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.