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1 Settembre 2026

Analisi delle tensioni nei mercati obbligazionari e delle guerre commerciali

Un'analisi approfondita delle recenti turbolenze nei mercati finanziari e delle conseguenze delle politiche commerciali aggressive.

Analisi delle tensioni nei mercati obbligazionari e delle guerre commerciali

Negli ultimi mesi, i mercati finanziari hanno assistito a una serie di sconvolgimenti che hanno sollevato preoccupazioni tra gli investitori e gli analisti. Le decisioni politiche, in particolare quelle relative al commercio internazionale, stanno avendo un impatto significativo sui mercati obbligazionari e sulle economie locali. In questo articolo, esamineremo le cause di queste turbolenze e le loro potenziali conseguenze.

Le tensioni nei mercati obbligazionari

Un fenomeno preoccupante è l’aumento dello spread tra i titoli a 10 anni e quelli a 20-30 anni. Questo fenomeno, noto come duration è diventato meno popolare negli ultimi tempi. Secondo i dati della FRED della St. Louis Fed l’aumento dello spread è iniziato intorno all’inizio del mandato del felon-in-chief. La ripida salita alle estremità lunghe non è dovuta alle aspettative di inflazione, ma piuttosto a una serie di fattori complessi.

Le cause del declino della domanda di duration

Ci sono diverse ragioni per il declino della domanda di duration nel mercato dei Treasury. Tra queste, ci sono i danni ai portafogli di assicurazione e pensioni, l’aumento dell’emissione di debiti ad alta duration da parte di emittenti non-Treasury, e le banche centrali che stanno riducendo la duration nei loro portafogli. Inoltre, l’aumento del rischio alle estremità lunghe e l’aumento dell’offerta reale e attesa di Treasury alle estremità lunghe stanno contribuendo a questa tendenza.

Le conseguenze delle politiche commerciali

Le politiche commerciali aggressive stanno avendo un impatto significativo sulle economie locali. Ad esempio, la guerra commerciale tra gli Stati Uniti e il Canada sta colpendo duramente il settore lattiero-caseario del Wisconsin. Nel 2025, il Canada ha acquistato grandi quantità di prodotti lattiero-caseari statunitensi, per un valore di circa 1,06 miliardi di dollari. Se la guerra commerciale persiste, i compratori canadesi potrebbero sviluppare relazioni con fornitori europei, neozelandesi e australiani, oltre ad aumentare la produzione locale.

Le ripercussioni si stanno già facendo sentire nel settore automobilistico, con notizie come quella della BYD che chiede informazioni sull’acquisto dello Stla Brampton Plant in Canada. Inoltre, il segretario al Tesoro Scott sta facendo accordi laterali con il ministro delle finanze russo durante il vertice del G20.

Le turbolenze nei mercati obbligazionari europei

Le tensioni non si limitano ai mercati statunitensi. Anche i mercati obbligazionari europei stanno vivendo una fase di turbolenza. Secondo un rapporto di Trading Economics i rendimenti dei titoli di stato europei hanno raggiunto nuovi massimi pluriennali. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni ha raggiunto il 3,3% per la prima volta dal . I rendimenti francesi sono saliti ai livelli più alti dal novembre 2008 mentre quelli olandesi hanno raggiunto massimi di 15 anni. I rendimenti italiani e spagnoli sono saliti ai massimi di due e tre anni, rispettivamente, a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio e dei segnali di politiche monetarie più restrittive.

Le conseguenze delle politiche energetiche

Le politiche energetiche del felon-in-chief stanno avendo un impatto significativo sulle riserve strategiche di petrolio. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche, il riempimento delle riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti con il petrolio venezuelano potrebbe richiedere molto più tempo del previsto. Le riserve sono attualmente inferiori di circa 400 milioni di barili rispetto alla capacità massima. La produzione giornaliera del Venezuela varia tra 1 e 1,25 milioni di barili. Anche in uno scenario ottimistico, ci vorrebbero 320 giorni per riempire le riserve se gli Stati Uniti acquistassero tutta la produzione venezuelana.

Tuttavia, i dati più recenti mostrano un continuo svuotamento delle riserve di petrolio della SPR di circa 3,7 milioni di barili a settimana. Questo significa che, anche con l’aggiunta di 8,75 milioni di barili a settimana dalla produzione venezuelana, la rete settimanale sarebbe di 5,05 milioni di barili. Ci vorrebbero 79 settimane ovvero più di un anno e mezzo, per riempire le riserve a questo ritmo. Inoltre, il Venezuela produce solo petrolio sour mentre le riserve strategiche contengono sia petrolio sour che sweet.

Le dichiarazioni del presidente Trump

Il presidente Donald Trump ha fatto dichiarazioni controverse riguardo alle politiche commerciali. Ha affermato che gli Stati Uniti non hanno bisogno dei prodotti canadesi e che tagliare il commercio con il Canada farebbe risparmiare 40 miliardi di dollari. Tuttavia, queste dichiarazioni sono state criticate da esperti finanziari, data la storia di fallimenti finanziari di Trump.

Inoltre, Trump ha chiesto alla Apple di rinominare il Lake Ontario come Lake America sulla sua piattaforma Google Maps in conformità con un suo ordine esecutivo. Nonostante la Google Maps abbia risposto immediatamente, la Apple ha finora esitato. Questo episodio è stato visto come un altro esempio di corruzione tariffaria.

Le conseguenze sulle forze armate

Le politiche del presidente Trump stanno avendo un impatto anche sulle forze armate. Pete Hegseth segretario alla Difesa, ha licenziato numerosi generali e ammiragli, molti dei quali sono afroamericani o donne. Questo ha sollevato preoccupazioni riguardo alla creazione di un esercito fedele al presidente piuttosto che alle tradizioni militari.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.