Leonardo Maria Del Vecchio, il 31enne quartogenito del fondatore di Luxottica, ha annunciato le sue dimissioni da tutti gli incarichi presso EssilorLuxottica. La decisione, efficace dal 31 agosto, segna un momento significativo per il colosso dell’occhialeria e per la famiglia Del Vecchio.
Del Vecchio, che ricopriva il ruolo di presidente di Ray-Ban e chief strategy officer, ha motivato la sua scelta con un disaccordo sulla gestione aziendale, definita distante e impersonale. Nella lettera di dimissioni, ha espresso il desiderio di vedere le persone tornare al centro dell’azienda, come avveniva nella Luxottica di vent’anni fa.
Le critiche alla gestione aziendale
Nella sua lettera, Del Vecchio ha criticato apertamente lo stile di conduzione aziendale, sottolineando la mancanza di un rapporto diretto con i dipendenti. Ha ricordato l’esempio del padre, Leonardo Del Vecchio, che aveva un rapporto quasi fisico con l’azienda e con le persone che vi lavoravano.
“Mio padre ha costruito Luxottica chiedendo moltissimo alle persone. Ma sapeva una cosa che oggi rischiamo di dimenticare: se chiedi alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli”, ha scritto Del Vecchio. Ha aggiunto che la professionalizzazione non può essere il nome elegante che diamo alla perdita di appartenenza.
Il rapporto con i lavoratori
Del Vecchio ha sottolineato che continua a parlare con le persone dell’azienda, ma ha notato che l’entusiasmo e il senso di appartenenza non sono più quelli di una volta. “La distanza si sente. E le persone lo sanno prima dei mercati. Sempre”, ha affermato.
Ha anche ricordato che il suo mandato triennale in Ray-Ban è giunto al termine con gli obiettivi superati. “Lascio un brand più forte, progetti che continueranno e, soprattutto, una squadra che non ha bisogno di me per sapere cosa deve fare”, ha dichiarato.
Le partecipazioni e i nuovi progetti
Leonardo Maria Del Vecchio è anche azionista al 12,5% nella holding di controllo Delfin, che detiene partecipazioni significative in vari gruppi, tra cui Banca Monte dei Paschi di Siena, Generali, UniCredit e Covivio.
Nonostante l’addio a EssilorLuxottica, Del Vecchio non abbandona il mondo imprenditoriale. Attraverso Lmdv Capital, il suo family office, ha acquisito il 30% de Il Giornale e la maggioranza di Editoriale Nazionale, oltre a marchi della ristorazione come Twiga e l’acqua Fiuggi.
“Ringraziamo Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre. Gli auguriamo uguale successo nella sua nuova avventura”, ha dichiarato un portavoce di EssilorLuxottica.
L’analisi degli esperti
Gli analisti finanziari di Equita hanno commentato che l’uscita di Del Vecchio dai ruoli operativi ristabilisce una prassi di separazione tra proprietà e gestione, considerata opportuna in questa fase di tensione nella governance di Delfin.
“Il tema sensibile per l’azienda è il venir meno del supporto di Lmdv all’operato del presidente e ceo Francesco Milleri, in particolare nell’ambito della governance di Delfin”, hanno scritto gli analisti. Hanno anche sottolineato che un cambio di leadership in EssilorLuxottica sarebbe negativo, poiché la strategia del gruppo è stata sviluppata e portata avanti da Milleri in modo coerente negli ultimi anni.
Dello stesso tenore la lettura degli azionisti di Intesa Sanpaolo, secondo cui l’uscita di Del Vecchio si inserisce in un percorso di progressivo disimpegno degli eredi del fondatore dai ruoli operativi del colosso dell’occhialeria.



