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4 Luglio 2026

Aumentano le truffe via conto e il versamento della tassa etica: cosa sapere

Un'analisi delle modalità prevalenti di truffa sui conti correnti, dell'impatto dei bonifici istantanei e dei casi legati all'uso dell'intelligenza artificiale, seguita da un riepilogo della cosiddetta tassa etica e dei soggetti obbligati al versamento entro il 30 giugno 2026

Aumentano le truffe via conto e il versamento della tassa etica: cosa sapere

La velocità dei pagamenti digitali convive oggi con un aumento delle segnalazioni per frodi che sfruttano l’ingegneria sociale e strumenti tecnologici nuovi, mentre il panorama fiscale registra l’attenzione attorno alla cosiddetta tassa etica con scadenze precise per chi opera nel settore del materiale pornografico o di incitamento alla violenza. Questo articolo offre una sintesi dei fenomeni emersi nelle denunce ai servizi di controllo e chiarisce chi è tenuto ai versamenti fiscali.

Report sulle segnalazioni: modalità e numeri delle truffe ai conti

Nel monitoraggio sugli esposti arrivati dagli utenti sono emerse diverse tendenze: le segnalazioni complessive di presunte truffe nel periodo analizzato sono state circa 750 in aumento di circa il 2% rispetto all’anno precedente, mentre il totale degli esposti ricevuti dall’istituto è salito a circa 12.800+8% rispetto all’anno precedente. Tra le criticità più ricorrenti figura il furto di credenziali: quasi la metà delle segnalazioni riguarda la sottrazione di dati d’accesso o informazioni usate per aprire conti o richiedere prestiti a nome delle vittime.

Tecniche predominanti: phishing, smishing, vishing e spoofing

Le strategie messe in atto dai truffatori si basano soprattutto sull’ingegneria sociale. I messaggi di testo con link malevoli (smishing) e le e-mail ingannevoli (phishing) rimangono strumenti efficaci perché replicano grafiche e linguaggio istituzionali e inducono all’inserimento di credenziali. Le chiamate fraudolente (vishing) cercano invece di creare un falso senso di urgenza per spingere la vittima ad agire. In oltre il 60% dei casi di sottrazione di credenziali rivela l’uso di spoofing cioè la falsificazione dell’identità telefonica o delle intestazioni e-mail per apparire come servizi bancari, corrieri o autorità riconosciute.

Nuove leve di attacco: QR code, AI e bonifici istantanei

Tra le varianti segnalate figura il cosiddetto quishing in cui il QR code costituisce il cavallo di Troia: la vittima scansiona un codice che rimanda a pagamenti o a piattaforme false, spesso con finti servizi di investimento in criptovalute. Il ruolo dell’intelligenza artificiale è emerso quando sono state inviate comunicazioni manipolate che riproducevano immagini e grafiche istituzionali a fini fraudolenti. Infine, il fenomeno dei bonifici istantanei ha mostrato un lato pericoloso: la rapidità esecutiva trasforma il vantaggio per il correntista in un’opportunità per il truffatore, rendendo difficile la revoca della transazione una volta autorizzata.

Esiti delle contestazioni e responsabilità: l’Arbitro bancario finanziario

Le dispute tra clienti e intermediari vengono spesso risolte fuori dal contenzioso giudiziario attraverso il sistema di arbitrato bancario-finanziario. Nell’ultimo anno preso in esame, le richieste presentate sono state oltre 13.500 con chiusura di circa 12.500 casi. In quasi il 28% delle istanze presentate la richiesta del cliente è stata accolta, anche se non sempre con un rimborso totale. I ricorsi sono stati rigettati quando le verifiche hanno mostrato il rispetto delle norme di sicurezza da parte dell’istituto o quando è emersa una responsabilità diretta del cliente, ad esempio per culpa grave o negligenza nella custodia delle credenziali. Complessivamente, il 56% dei ricorsi decisi ha prodotto un esito favorevole ai richiedenti, con rimborsi complessivi pari a quasi 8 milioni di euro.

Tassa etica: chi paga e scadenze per il versamento

Parallelamente al tema delle frodi, il quadro fiscale si concentra sulla cosiddetta tassa etica un’addizionale del 25% sulle attività legate alla produzione, distribuzione, vendita o rappresentazione di materiale pornografico o di incitamento alla violenza. Entro il 30 giugno 2026 è previsto il versamento del saldo per il 2026 e del primo acconto per il 2026, salvo i casi soggetti a differimento previsto dalla normativa.

Estensione ad attività digitali e regime forfettario

Un interpello del 2026 ha chiarito che la tassa si applica anche ai soggetti in regime forfettario: la base imponibile ridotta prevista per il forfettario non esclude l’addizionale del 25%, che va calcolata proporzionalmente. Questo ha implicazioni concrete per creator digitali che monetizzano contenuti tramite abbonamenti o mance su piattaforme come quelle basate su paywall o tip jar, ampliando la platea dei soggetti obbligati e generando un impatto economico significativo per i piccoli operatori.

Conservare le credenziali in modo sicuro e conoscere i propri obblighi fiscali rimangono strumenti pratici di difesa in questo contesto.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.