La storica Mediobanca simbolo della finanza italiana, è tornata al centro dell’attenzione con un’operazione che potrebbe ridefinire gli equilibri del settore. Dopo anni di relativa oscurità, la merchant bank milanese è diventata il pezzo pregiato di un complesso puzzle finanziario che vede coinvolti Intesa SanpaoloMonte dei Paschi di Siena e Banco Bpm.
L’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, del valore di 30,6 miliardi di euro, ha come obiettivo principale proprio Mediobanca. Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato che questa operazione permetterà di accelerare la crescita di Ca’ de Sass, non solo nel wealth management e protection, ma anche nel banking, consumer finance e corporate investment banking.
L’integrazione tra i modelli di Mediobanca e Intesa Sanpaolo
L’OPAS di Intesa Sanpaolo su Mps ha un significato industriale profondo. L’obiettivo è separare le attività tradizionali da quelle a maggiore valore aggiunto, concentrando nel nuovo gruppo Mediobanca il marchio e le competenze in corporate investment banking, private banking, asset gathering e credito al consumo. Questo permetterebbe di combinare due modelli complementari: Mediobanca porterebbe competenze nella consulenza finanziaria, finanza straordinaria, mercati dei capitali e credito al consumo attraverso Compass, mentre Intesa, con Imi, presiderebbe il settore del credito alle imprese e la rete internazionale.
Tommaso Corcos, responsabile Wealth Management Divisions di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato che l’operazione rafforzerà ulteriormente il posizionamento e amplierà le opportunità di servizio alla clientela, consolidando il ruolo del Wealth Management di Intesa Sanpaolo come piattaforma di riferimento a livello europeo. Secondo Corcos, l’operazione non sarebbe solamente un’operazione industriale di grande valore, ma anche una leva concreta di sviluppo per l’intera comunità dei professionisti della consulenza.
Le sinergie e lo sviluppo nel settore del wealth management
L’integrazione tra i modelli di Mediobanca e Intesa Sanpaolo potrebbe generare entro il 2029 circa 2,9 miliardi di euro di sinergie annue a regime, di cui circa 1,4 miliardi derivanti dalla crescita dei ricavi. Questo grazie all’ampliamento dell’offerta, alle opportunità di cross selling sulla base clienti del nuovo gruppo e alla valorizzazione delle competenze di Mediobanca.
L’operazione è stata depositata presso la Consob e attende i via libera delle autorità competenti. L’iter durerà alcuni mesi e l’offerta potrebbe aprirsi a novembre, con il perfezionamento atteso entro dicembre 2026. Tuttavia, la partita si gioca su più tavoli, con l’intervento di diverse autorità e la necessità di ottenere le autorizzazioni richieste.
Il ruolo di Mediobanca nel progetto di Banco Bpm
Ma Mediobanca non è al centro solo delle strategie di Intesa. Anche Banco Bpm sta ragionando sul futuro della merchant bank milanese. Il progetto di aggregazione proposto al board di Monte dei Paschi di Siena attribuisce a Mediobanca un ruolo strategico. La proposta presuppone il completamento dell’integrazione tra Siena e Piazzetta Cuccia e individua proprio nelle attività specialistiche della merchant uno dei principali fattori di creazione di valore del nuovo gruppo.
Pur senza entrare nel dettaglio dell’assetto futuro come fa Intesa, anche Piazza Meda considera Mediobanca uno degli asset chiave su cui costruire il proprio progetto industriale da terzo polo. Insomma, la banca fondata da Enrico Cuccia ha ottanta anni di vita e un futuro ancora tutto da scrivere.



