In un contesto di grande tensione, Aurelio e Luigi De Laurentiis, figure di spicco nel mondo del calcio italiano, si trovano al centro di un’indagine giudiziaria che sta scuotendo il panorama sportivo. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro che coinvolge sia la SSC Napoli che la SSC Bari oltre ai due imprenditori. L’accusa principale riguarda la presunta manipolazione delle plusvalenze attraverso il trasferimento di un calciatore, Elia Caprile, tra le due società.
L’operazione Caprile: il cuore dell’indagine
Al centro delle contestazioni degli inquirenti c’è il trasferimento del portiere Elia Caprile tra le società infragruppo. Secondo la perizia giurata, il valore del calciatore era stato quantificato da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria. Nonostante ciò, la Procura di Bari ritiene che nel bilancio della società barese siano stati esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero o siano state omesse informazioni necessarie per una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.
In particolare, il Bari calcio aveva acquistato il cartellino di Caprile dalla società calcistica inglese Leeds FC, riconoscendo premi connessi all’eventuale valore di rivendita. Successivamente, il giocatore è stato rivenduto al Napoli per 2,2 milioni di euro a luglio 2026, senza alcuna clausola di partecipazione al futuro plusvalore. Questo plusvalore si è poi concretizzato quando Caprile è stato venduto al Cagliari Calcio per circa 8 milioni di euro.
La richiesta di liquidazione giudiziale del Bari
Un altro punto cruciale dell’indagine è la richiesta di liquidazione giudiziale della SSC Bari, proposta dalla Procura ai sensi dell’articolo 38 del Codice di Comportamento Internazionale (CCI). Secondo la Procura, la società sarebbe in stato di insolvenza. Tuttavia, la SSC Bari ha sempre sostenuto di essere assolutamente rispettosa dei propri impegni economici con perdite di esercizio coperte sistematicamente dall’intervento della proprietà con risorse proprie.
La società pugliese ha espresso stupore e sconcerto per la richiesta di liquidazione, sottolineando che le perdite di esercizio sono fisiologiche nel settore calcistico e che la proprietà ha sempre garantito il sostegno economico necessario. Aurelio e Luigi De Laurentiis, insieme alle società coinvolte, hanno dichiarato la loro ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso l’Autorità Giudiziaria, auspicando una tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento.
Le reazioni delle società e dei De Laurentiis
SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso con esterrefazione le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro. Hanno ribadito di operare quotidianamente nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali. La loro difesa si basa sulla trasparenza e correttezza delle operazioni finanziarie e sportive condotte.
Le perquisizioni, coordinate dalla Procura di Bari, sono state eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi della SSC Bari Calcio, della SSC Napoli e della Filmauro srl. Anche tre direttori sportivi (Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso) e un procuratore di calcio (Graziano Battistini, agente di Caprile) sono stati coinvolti nelle indagini, sebbene non siano indagati.
La comunità sportiva e gli appassionati attendono con interesse gli sviluppi di questa vicenda, che potrebbe avere ripercussioni significative sul panorama calcistico nazionale.


