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28 Luglio 2026

Come la fine del TPS per Haiti e altri paesi colpisce il mercato del lavoro USA

La fine del TPS per Haiti e altri paesi sta creando un vuoto di 350.000 lavoratori, con ripercussioni significative su settori chiave come la sanità e l'edilizia.

Come la fine del TPS per Haiti e altri paesi colpisce il mercato del lavoro USA

La decisione della Corte Suprema di porre fine al Temporary Protected Status (TPS) per Haiti e altri paesi sta avendo ripercussioni significative sul mercato del lavoro statunitense. A partire da lunedì, circa 350.000 beneficiari perderanno i loro permessi di lavoro, un colpo durissimo per settori già in crisi di manodopera.

Alexander Arnon, direttore di policy analysis presso il Penn Wharton Budget Model ha dichiarato che la perdita di così tanti lavoratori avrà un impatto devastante su particolari settori e aree geografiche. La sanità e l’edilizia, in particolare, rischiano di subire gravi contraccolpi.

Le conseguenze economiche della fine del TPS

La perdita di 350.000 lavoratori non è l’unico problema. Entro settembre, altri 190.000 salvadoregni potrebbero perdere il loro status, aggravando ulteriormente la situazione. Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS) i settori della sanità e dei servizi sociali hanno registrato una crescita significativa negli ultimi anni, grazie in gran parte al contributo dei lavoratori con TPS.

La decisione della Corte Suprema ha anche innescato una serie di operazioni di Immigration and Customs Enforcement (ICE) per arrestare e deportare i beneficiari del TPS. Secondo fonti di Fox News e CBS News queste operazioni potrebbero iniziare già questa settimana, con un focus particolare su Springfield, Ohio.

Le condizioni in Haiti

La situazione in Haiti è estremamente critica. Il Dipartimento di Stato degli USA ha emesso il livello più alto di avvertimento di viaggio, sconsigliando agli americani di visitare il paese. La violenza delle bande criminali ha reso il 90% della capitale, Port-au-Prince ingovernabile, con 26 bande armate che controllano la maggior parte del territorio.

Jean Négot Bonheur Delva, direttore generale dell’Ufficio Nazionale di Migrazione di Haiti ha dichiarato che ci si aspetta voli settimanali di deportazione con circa 250 ex beneficiari del TPS a bordo. Tuttavia, la capacità del paese di riaccogliere così tanti rimpatriati è fortemente in dubbio.

Le reazioni politiche e le sfide legali

La decisione di porre fine al TPS per Haiti e altri paesi ha suscitato forti reazioni politiche. Alcuni repubblicani, come il deputato Carlos Gimenez hanno criticato la decisione, definendola un enorme errore. Altri, come il segretario della Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) Markwayne Mullin, hanno difeso la scelta, sostenendo che il TPS era sempre stato inteso come una misura temporanea.

La battaglia legale continua, con giudici federali che hanno temporaneamente bloccato alcune delle decisioni del DHS. Tuttavia, la Corte Suprema ha stabilito che il TPS non permette revisioni giudiziarie, rendendo difficile per i beneficiari opporsi alle deportazioni.

La situazione rimane fluida, con implicazioni profonde sia per gli immigrati che per l’economia statunitense. La perdita di così tanti lavoratori qualificati potrebbe avere effetti a lungo termine su settori chiave e sulle comunità locali che dipendono dal loro contributo.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.