Nel primo semestre del 2026, i mercati finanziari hanno assistito a una crescita senza precedenti, trainata principalmente dall’intelligenza artificiale (AI) e dai mercati emergenti. Le strategie di investimento più redditizie hanno visto un forte focus su Corea del Sud e Taiwan, beneficiando dello sviluppo tecnologico legato all’AI.
Gli investitori italiani hanno avuto poche opzioni per puntare sul mercato coreano, ma chi ha scelto di investire sulla Borsa di Seul ha ottenuto un potenziale guadagno del 93,4% in euro. Questo risultato è stato possibile grazie alla forte concentrazione del mercato coreano su titoli come Samsung Electronics e SK Hynix, produttori di chip essenziali per lo sviluppo dell’AI.
Le performance dei mercati emergenti
I mercati emergenti hanno registrato performance eccezionali, con un rialzo del 70% per le azioni quotate a Taiwan, principalmente grazie al rally di TSMC, il più grande produttore di semiconduttori su commessa al mondo. Anche i fondi ed ETF specializzati sui mercati emergenti, escludendo la Cina, hanno messo a segno rialzi intorno al 42% nel primo semestre.
Secondo Hiren Dasani, Chief Investment Officer sui mercati emergenti di TCW, la domanda finale per i semiconduttori continua a dipendere dagli investimenti degli hyperscaler statunitensi. Un eventuale rallentamento della spesa dei grandi colossi americani potrebbe avere conseguenze significative sulla domanda di semiconduttori.
I settori più redditizi
Tra i settori più redditizi del semestre, troviamo le commodity energetiche e gli azionari tecnologici. Le performance delle commodity energetiche sono legate al prezzo del petrolio e del gas, saliti dopo gli attacchi americani e israeliani in Iran. Gli azionari tecnologici, invece, hanno beneficiato del boom dell’intelligenza artificiale.
Le strategie azionarie settoriali sulle energie alternative hanno registrato aumenti medi del 24% nel semestre, grazie al miglioramento dei fondamentali societari e all’accelerazione della domanda di energia elettrica.
Le performance nei mercati sviluppati
Nei mercati sviluppati, le strategie specializzate sui titoli small cap statunitensi hanno registrato rialzi medi intorno al 23%, sovraperformando le società a larga capitalizzazione. Tra i fondi ed ETF che investono nelle azioni europee, si sono messi in luce quelli specializzati su Piazza Affari, con un rialzo del 12,7% nel semestre.
Il listino milanese ha toccato il suo record storico a giugno, sfiorando i 53 mila punti sulla spinta del risiko bancario e di alcuni titoli industriali. Le strategie azionarie Italia hanno sovraperformato quelle sull’Eurozona (+10,7%). Nell’equity Europa, i migliori rendimenti si sono registrati tra gli strumenti con focus sui titoli value, mentre i growth sono rimasti indietro.
Il ritorno delle obbligazioni inflation-linked
Nel reddito fisso, gli investitori che hanno scelto le strategie in euro hanno ottenuto i migliori rendimenti dai fondi ed ETF obbligazionari inflation-linked, che hanno messo a segno un rialzo del 2,9% nel semestre. Dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran a fine febbraio 2026, l’inflazione è tornata a salire a causa dell’aumento dei prezzi energetici, riaccendendo l’interesse per i bond che offrono uno scudo contro il caro-prezzi.
Performance superiori al 2% sono state registrate anche dagli obbligazionari in euro a lungo termine e da quelli sui mercati emergenti euro-hedged. Per trovare rendimenti più elevati tra i comparti obbligazionari, bisogna guardare ai fondi ed ETF sulle obbligazioni convertibili, in particolare quelli coperti in dollari (+13,7% la performance media in euro) e agli emergenti, con i comparti in valuta forte che hanno reso il 5,3% e quelli in valuta locale il 4,9% in media nel semestre.
Le peggiori performance del semestre
Le peggiori performance nel primo semestre sono state messe a segno dai fondi ed ETF azionari Indonesia (-27%), che hanno risentito dei deflussi di capitali esteri dal mercato del sud-asiatico. Anche le strategie sui metalli preziosi (-10,6%) e sulle compagnie aurifere hanno registrato ribassi a causa del calo del prezzo dell’oro dopo i massimi di fine gennaio intorno ai 5.400 dollari l’oncia.
Le strategie specializzate sul private equity quotato hanno avuto performance negative, con perdite medie superiori all’11%, in un contesto di tassi di interesse elevati negli Stati Uniti e di timori di strette monetarie in Europa.



