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14 Settembre 2026

Come le fluttuazioni del cambio influenzano le esportazioni: l’analisi della Cina

Un'analisi approfondita di come i tassi di cambio hanno influenzato le esportazioni cinesi tra il 1995 e il 2008, con un focus sul ruolo del dollaro USA e del renminbi.

Come le fluttuazioni del cambio influenzano le esportazioni: l'analisi della Cina

Il commercio internazionale è un meccanismo complesso influenzato da numerosi fattori, tra cui i tassi di cambio. Willem Thorbecke, Senior Fellow presso il Research Institute of Economy, Trade and Industry (RIETI) del Giappone, ha condotto uno studio approfondito su come le fluttuazioni del cambio hanno influenzato le esportazioni cinesi tra il 1995 e il 2008.

Tradizionalmente, si ritiene che i tassi di cambio abbiano un impatto significativo sulle esportazioni. Secondo il modello Mundell-Fleming, le aziende fissano i prezzi delle esportazioni nella propria valuta. Una svalutazione della valuta del paese esportatore riduce i prezzi delle esportazioni nella valuta del paese importatore, aumentando così la domanda di esportazioni.

Il modello di pricing in valuta dominante

Tuttavia, studi recenti hanno messo in discussione questa visione. Gopinath (2015) e l’IMF (2019) hanno osservato che il dollaro USA svolge un ruolo dominante nelle transazioni commerciali, anche quando i paesi coinvolti non sono direttamente coinvolti con gli Stati Uniti. Questo fenomeno è noto come Dominant Currency Pricing (DCP).

Nel contesto del DCP, una svalutazione della valuta del paese esportatore rispetto a quella del paese importatore non aumenta il potere d’acquisto del paese importatore in dollari USA. Al contrario, un apprezzamento della valuta del paese importatore rispetto al dollaro USA consente di acquistare più importazioni. Questo approccio suggerisce che i tassi di cambio bilaterali hanno un impatto limitato sui volumi di esportazione.

Critiche al modello DCP

Non tutti sono d’accordo con il modello DCP. Tenrenryo (2019) ha sostenuto che una svalutazione può aumentare la redditività degli esportatori, aumentando i prezzi delle esportazioni in valuta locale rispetto ai costi del lavoro locali. Questo può stimolare le esportazioni di nuovi prodotti, come nel caso dei produttori di vino cileni che esportano in Brasile.

Inoltre, gli esportatori di materie prime e beni manifatturieri di base, come i tessili, sono spesso price takers. Una svalutazione della loro valuta può rendere redditizio aumentare la produzione, anche se i prezzi in dollari USA rimangono invariati. McLeay e Tenreyro (2026) hanno verificato queste affermazioni in un framework di economia aperta.

L’evidenza dalla Cina

Thorbecke, insieme a Chen Chen e Nimesh Salike, ha esaminato se il modello DCP o i modelli tradizionali spieghino meglio le esportazioni cinesi tra il 1995 e il 2008. Durante questo periodo, le esportazioni cinesi erano principalmente fatturate in dollari USA. La Cina aveva anche una forza lavoro ridondante e importava gran parte del valore aggiunto delle esportazioni, il che le permetteva di aumentare rapidamente la produzione.

Utilizzando dati disaggregati a livello di prodotto e paese, gli autori hanno stimato le elasticità commerciali seguendo il metodo di Bénassy-Quéré et al. (2021). I risultati indicano che il tasso di cambio reale del renminbi rispetto ai paesi importatori influenzava significativamente le esportazioni cinesi. Una svalutazione del 10% del renminbi aumentava le esportazioni tra il 9,7 e il 13,1%. Al contrario, il tasso di cambio reale del dollaro USA rispetto ai paesi importatori non aveva un impatto significativo.

Questi risultati suggeriscono che, nel caso della Cina, i tassi di cambio bilaterali hanno avuto un effetto classico di expenditure switching spostando la domanda verso le esportazioni cinesi. Questo contrasta con le previsioni del modello DCP, che suggerisce che i tassi di cambio bilaterali hanno un impatto limitato sulle esportazioni quando queste sono fatturate in dollari USA.

Le politiche commerciali e monetarie dovrebbero essere formulate tenendo conto delle particolari condizioni economiche e commerciali di ciascun paese.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.