Chi investe tende a concentrarsi sul rendimento lordo. Ma tra Irpef, imposte su capital gain e cedole, più l’erosione dovuta all’inflazione, la performance che conta è quella reale post-imposte. Un foglio di calcolo ben costruito rende visibile ciò che spesso resta implicito: il valore del denaro dopo fisco e prezzi. Bastano poche tabelle, formule chiare e scenari di CPI per trasformare un dato grezzo in una metrica decisionale solida.
L’obiettivo è un modello modulare: parametri fiscali aggiornabili, aliquote differenziate per strumenti, scenari di inflazione personalizzabili e output sintetici. Il risultato non è un esercizio accademico, ma uno strumento operativo per pianificare ingressi, prendere profitto, scegliere tra strumenti a 12,5% e 26% e misurare l’impatto del ribilanciamento.
Input e struttura del modello
Crea un foglio “Parametri” con quattro blocchi: anagrafica fiscale (reddito imponibile annuo, addizionali), aliquote finanziarie (26% standard, 12,5% per titoli di Stato ed equiparati), bollo (0,2% patrimonio medio annuo, se rilevante), inflazione (CPI atteso in più scenari). In un foglio “Portafoglio” elenca gli strumenti: ISIN/nome, categoria, tassazione applicabile, costo medio, quantità, prezzo attuale, cedola/dividendo atteso, turnover stimato. In “Output” raccogli gli indicatori: rendimento lordo, netto, e reale per anno e per scenario CPI, più grafici.
Definire i campi come variabili evita blocchi rigidi. Usa convalida dati per selezionare l’aliquota per strumento (26% o 12,5%) e un menù a tendina per gli scenari di inflazione. Le intestazioni parlanti e un codice colore minimo (input in blu, calcoli in nero, risultati in verde) aumentano leggibilità e riducono errori di interpretazione.
Scaglioni Irpef e imposte su capital gain e cedole
L’Irpef lavora su reddito complessivo con scaglioni e detrazioni; i redditi di capitale e diversi di natura finanziaria, in regime amministrato, sono invece tassati a aliquota sostitutiva. Imposta tipica: 26% su interessi, dividendi e plusvalenze; 12,5% su interessi e plusvalenze di titoli di Stato ed equiparati. Prevedi eccezioni come compensazioni minus/plus e regimi agevolati impostandole come flag e tassi personalizzati nel foglio “Parametri”.
Inserisci una tabella “Scaglioni Irpef” con: soglia inferiore, soglia superiore, aliquota. Non fissare numeri nel codice: usa campi editabili per aggiornare rapidamente eventuali modifiche normative. Se il lettore usa il regime dichiarativo o ha strumenti che confluiscono in Irpef, servirà calcolare l’aliquota marginale effettiva e applicarla alle componenti pertinenti; in regime amministrato, mantieni l’aliquota sostitutiva per ciascuna riga strumento.
Formule chiave: dal lordo al reale
Nel foglio “Portafoglio”, calcola per riga: rendimento da prezzo, proventi periodici e imposte. Esempi in Excel/Sheets: Rendimento da prezzo lordo (%) = (Prezzo attuale − Costo medio) / Costo medio. Proventi lordi = Quantità × Cedola/Dividendo per azione. Imposta su proventi = Proventi lordi × Aliquota strumento. Imposta su capital gain = MAX(Prezzo attuale − Costo medio, 0) × Quantità × Aliquota strumento, tenendo conto del recupero minus.
Il rendimento netto percentuale: (Rendimento da prezzo lordo − Imposta CG + Proventi lordi − Imposta proventi − Bollo) / Valore iniziale. Il bollo può essere approssimato come 0,2% × patrimonio medio annuo (usa media tra inizio e fine periodo). Per trasformare in reale: Rendimento reale ≈ ((1 + Rendimento netto) / (1 + CPI scenario)) − 1. Implementa una funzione che richiama l’inflazione dallo scenario selezionato in “Parametri”.
Scenari di inflazione e indicizzazione CPI
Costruisci tre colonne “CPI”: basso, centrale, alto, con traiettorie annue su 3–10 anni. Usa tassi costanti o curve (es. rientro dal 4% al 2% in tre anni). Se lo strumento è indicizzato all’inflazione (es. cedola reale + CPI), aggiungi un campo “indice” che attivi l’aumento del capitale/cedola in base al CPI scelto. Formula esemplificativa: Cedola indicizzata = Cedola reale × (1 + CPI anno). Per i titoli con floor o lag, aggiungi parametri dedicati per riflettere la meccanica specifica.
Nel foglio “Output”, crea una tabella a doppia entrata: anni per riga, scenari CPI per colonna, con il rendimento reale post-imposte per portafoglio e per singola asset class. Aggiungi un grafico a linee per la traiettoria del valore reale cumulato e un istogramma per la distribuzione dei contributi di performance: prezzo, proventi, tasse e inflazione.
Portafogli misti: 26% vs 12,5%, ETF e ribilanciamento
Per un portafoglio diversificato, assegna l’aliquota corretta a ogni strumento: azioni/ETF azionari al 26% sui dividendi e sulle plusvalenze; titoli di Stato al 12,5% su cedole e capital gain; obbligazioni corporate al 26%. Se un ETF detiene titoli di Stato, la tassazione avviene normalmente al 26% sul provento distribuito o sulla plusvalenza dello strumento, non su quella delle singole obbligazioni: imposta un flag ETF per applicare regole coerenti. Modella il ribilanciamento come turnover annuo: Turnover × Valore × Aliquota → imposta addizionale da frizione fiscale.
Le minusvalenze compensabili meritano un registro: crea un foglio “Minus” con anno di generazione, importo, scadenza e utilizzo. Nelle formule dell’imposta su capital gain, scala prima le minus disponibili, poi applica l’aliquota. Aggiungi un promemoria visivo quando una minus si avvicina alla scadenza, così da valutare realizzi tattici prima della perdita del beneficio.
Reporting e sensibilità: decisioni, non solo numeri
Un cruscotto efficace evidenzia poche metriche: rendimento reale annuo, drawdown reale, tassa effettiva sul rendimento (imposte pagate / rendimento lordo) e contributo del CPI all’erosione. Implementa analisi di sensibilità con tabelle dati: riga con CPI dal 1% al 6%, colonna con diverse aliquote effettive o turnover; la cella calcolata è il rendimento reale. Questo mostra, ad esempio, quanto un aumento di inflazione o un ribilanciamento aggressivo riducano la performance netta, aiutando a calibrare orizzonte temporale e scelte di strumento.
Per mantenere il modello vivo, collega la serie CPI storica tramite funzioni di importazione ai dati ISTAT e crea un campo che fonda storico e scenario per proiezioni ibride; schedula un controllo trimestrale dei parametri fiscali e un alert sul bollo a fine anno per verificare effetti di movimentazioni sul patrimonio medio.



