Per capire meglio quali elementi possano incidere sull’importo, può essere utile confrontarsi con esperti di diritto di famiglia e magari incominciare a dare un’occhiata al sito www.studiolegaleavvocatoepis.
Tra gli aspetti da considerare rientrano anche gli investimenti finanziari, che possono contribuire a delineare il quadro patrimoniale complessivo di una persona.
Non conta soltanto lo stipendio
Nel valutare la capacità economica del coniuge tenuto a versare l’assegno, il giudice non deve necessariamente limitarsi al reddito da lavoro o alle cifre riportate nella dichiarazione dei redditi. Può prendere in considerazione anche altri elementi economicamente rilevanti, come il patrimonio immobiliare, i risparmi, le partecipazioni societarie e le risorse derivanti dagli investimenti.
L’obiettivo è ricostruire, per quanto possibile, la situazione economica effettiva delle parti, senza basarsi esclusivamente su un singolo dato. Un reddito dichiarato contenuto, infatti, non descrive sempre da solo tutte le disponibilità patrimoniali di una persona.
In che modo gli investimenti possono incidere sull’assegno?
Azioni, obbligazioni e altre attività finanziarie possono assumere rilievo nella valutazione delle risorse economiche. Occorre considerare non soltanto la presenza di un patrimonio investito, ma anche le sue caratteristiche e le potenzialità economiche che ne possono derivare.
Un investimento può produrre rendimenti periodici, contribuire alla capacità di spesa oppure rappresentare una risorsa patrimoniale di cui tenere conto nella valutazione complessiva. Questi aspetti, tuttavia, non sono equivalenti e devono essere esaminati in relazione alle circostanze concrete.
Il possesso di investimenti non determina automaticamente un aumento dell’assegno, così come il valore complessivo di un portafoglio finanziario non può essere considerato, senza ulteriori valutazioni, alla stregua di un reddito mensile. La rilevanza delle singole attività dipende dal quadro economico complessivo e dagli elementi disponibili nel caso specifico.
Il principio chiarito dalla Cassazione
Un riferimento importante è rappresentato dalla sentenza della Corte di Cassazione, Sezione I civile, n. 9915 del 24 aprile 2007. La pronuncia ha evidenziato che, ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento, il giudice deve considerare anche gli elementi di natura economica diversi dal reddito, compresi gli investimenti in titoli azionari e obbligazionari e le altre disponibilità patrimoniali.
La valutazione può quindi estendersi alle potenzialità economiche del patrimonio, considerando aspetti quali la redditività, la capacità di spesa e le risorse complessivamente disponibili. In presenza di contestazioni specifiche, possono rendersi necessari ulteriori approfondimenti per accertare la reale situazione economica.
Questo orientamento aiuta a comprendere perché la documentazione relativa agli investimenti possa essere significativa: offre informazioni che, insieme agli altri elementi, contribuiscono a ricostruire le condizioni patrimoniali della persona interessata.
Perché è importante una valutazione personalizzata
Non esiste una formula unica che permetta di stabilire l’importo dell’assegno sulla base del solo valore degli investimenti posseduti. Ogni situazione richiede un esame delle risorse economiche, delle esigenze rilevanti e delle circostanze previste dalla legge.
Un avvocato esperto in separazione e divorzio può aiutare a individuare gli elementi da documentare e a comprendere quali informazioni siano utili per valutare correttamente la situazione patrimoniale. Una ricostruzione precisa può essere importante sia per chi richiede un assegno sia per chi è chiamato a corrisponderlo.
È inoltre opportuno distinguere l’assegno di mantenimento previsto durante la separazione dall’assegno divorzile, che risponde a presupposti e criteri propri. Le due misure non possono essere considerate automaticamente equivalenti.
In definitiva, gli investimenti possono incidere sulla valutazione della capacità economica, ma non determinano da soli l’importo dell’assegno. È l’esame complessivo e concreto delle condizioni patrimoniali e reddituali, alla luce delle regole applicabili, a consentire una valutazione adeguata del singolo caso.



