Dal 31 ottobre al 4 novembre la Misurata Free Zone si trasformerà in un centro di scambio dinamico, ospitando una delegazione di sessanta aziende italiane provenienti da settori che vanno dalla costruzione alla tecnologia dell’informazione. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio Italo-Libica in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Tripoli e Unioncamere, mira a tradurre l’interesse suscitato dal road-show di luglio a Roma in contatti concreti con il mercato libico.
La zona franca, già riconosciuta come uno dei poli industriali più rilevanti del Paese, accoglie circa 250 imprese libiche – rappresentanti di Tripoli, Misurata e Bengasi – e diversi enti pubblici. L’obiettivo è creare un network di collaborazione che possa alimentare progetti di infrastruttura, energia, logistica e servizi professionali, contribuendo a consolidare la posizione di Misurata come hub mediterraneo.
La delegazione italiana: profili e competenze chiave
Il gruppo è guidato dal presidente della Camera di Commercio Italo-Libica, Nicola Colicchi, e dal direttore generale Francesco Muraca. Tra le aziende partecipanti spiccano realtà operanti nelle costruzioni, nella meccanica di precisione, nella produzione agroalimentare e nel settore delle telecomunicazioni. Al contempo, sono presenti imprese di servizi finanziari, assicurativi, consulenza, design e energie rinnovabili, dimostrando la volontà di fornire non solo beni e tecnologie, ma anche competenze professionali per supportare progetti complessi.
Settori rappresentati nella delegazione
In modo più dettagliato, la missione comprende:
- Costruzioni e impiantistica: aziende specializzate nella realizzazione di impianti industriali e infrastrutture critiche.
- Energia, petrolio e gas: fornitori di soluzioni per la generazione e la distribuzione energetica.
- Meccanica e manifattura: produttori di componenti per il settore automobilistico e marittimo.
- Agroalimentare e pesca: imprese che offrono filiere complete dalla produzione alla trasformazione.
- Logistica e trasporti: operatori attivi nella gestione della supply chain e nel trasporto marittimo.
- Sanità e farmaceutica: fornitori di apparecchiature mediche e prodotti farmaceutici.
- Telecomunicazioni e ICT: fornitori di infrastrutture digitali e servizi cloud.
Questa ampia gamma di competenze è pensata per poter rispondere a richieste integrate, dove la costruzione di un impianto richiede anche assistenza finanziaria, consulenza normativa e supporto logistico.
Incontri con le imprese libiche e gli accordi stipulati
Durante le cinque giornate di attività, le aziende italiane avrebbero a disposizione una serie di appuntamenti bilaterali con i rappresentanti delle 250 imprese libiche. Le sessioni, organizzate in piccoli gruppi tematici, hanno consentito una discussione approfondita su progetti concreti, dalla realizzazione di nuovi impianti di produzione alla modernizzazione delle reti portuali.
Il programma prevede anche la firma di protocolli d’intesa e memorandum di collaborazione, utili a definire le linee guida per futuri investimenti. Tra gli accordi più significativi vi è quello per l’istituzione di un ufficio permanente della Camera di Commercio Italo-Libica all’interno della zona franca, con l’obiettivo di fornire supporto continuo alle imprese italiane e di facilitare la burocrazia locale.
Strategie della Misurata Free Zone per il collegamento Europa-Africa
Il presidente della zona franca, Mohsen al-Suqutri, ha sottolineato che Misurata è posizionata strategicamente per diventare il punto di transito principale per le merci che partono dall’Italia verso i Paesi africani senza sbocco marittimo, come Niger, Mali e Ciad. La vicinanza al Mediterraneo e la relativa stabilità rispetto a altre rotte consentono di offrire tempi di attraversamento più rapidi e costi inferiori.
Gli operatori della logistica marittima sono invitati a sfruttare la capacità portuale della città, rafforzando le connessioni con le infrastrutture terrestri libiche. L’intento è creare una catena di valore che includa depositi logistici, centri di distribuzione e servizi di customs clearance rapidi, rendendo Misurata un vero hub per gli scambi tra Europa e l’Africa subsahariana.
Prospettive future e impatto sul panorama economico
La missione non è conclusiva, ma nasce come primo passo di un percorso più ampio. Grazie ai risultati positivi ottenuti a Roma nello scorso luglio, gli organizzatori intendono replicare la formula in altre zone libiche, ampliando il ventaglio di settori coinvolti. L’auspicio è che, nel medio termine, la Misurata Free Zone possa ospitare investimenti per un valore di diversi miliardi di euro, creando posti di lavoro sia in Libia che in Italia.
La presenza di sessanta imprese italiane a Misurata rappresenta una testimonianza tangibile della volontà di rafforzare le relazioni commerciali tra i due paesi, posizionando la zona franca come fulcro di sviluppo industriale, energetico e logistico tra il Mediterraneo e l’Africa.



