La crescita economica della Francia ha registrato uno stop nel primo trimestre, con un tasso di PIL pari a 0% su base trimestrale.
Questo risultato riflette soprattutto effetti straordinari legati al settore aeronautico e a una riduzione della spesa pubblica per investimenti, che hanno depresso l’andamento complessivo. Allo stesso tempo, gli indicatori di produzione nell’industria e nei servizi mostravano segnali più favorevoli, suggerendo che la dinamica reale dell’economia industriale non è totalmente coerente con il dato finale del PIL.
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Le componenti che hanno determinato la stagnazione
Il contributo negativo più marcato è arrivato dalle esportazioni, scese del 3,8% su base trimestrale, equivalenti a un impatto di circa -1,2 punti percentuali sulla crescita. A guidare questo calo sono state le consegne aeronautiche, particolarmente limitate nel periodo considerato. In contrasto, la produzione del comparto dei mezzi di trasporto è aumentata del 1,5% QoQ, mentre la variazione delle scorte ha fornito un contributo positivo pari a +0,8 punti percentuali. In sintesi, il quadro mostra una temporanea discrepanza tra produzione reale e flussi commerciali.
Consegne aeronautiche e impatto sui dati
Le consegne di aeromobili sono state particolarmente contenute: sono stati consegnati 114 aeromobili nel primo trimestre del 2026, a fronte di 136 nel primo trimestre del 2026 e di 286 nel quarto trimestre del 2026. Questa anomalia nelle consegne ha comportato un accumulo di inventari nel settore e ha ridotto temporaneamente le esportazioni. Stimiamo che il ritardo nelle consegne abbia sottratto circa 0,3 punti percentuali alla crescita del trimestre, un effetto che potrebbe essere recuperato nei trimestri successivi man mano che le consegne verranno normalizzate.
Prospettive per consumi ed esportazioni nel breve termine
Per il secondo trimestre abbiamo rivisto la nostra previsione a 0% QoQ, in parte per l’accelerazione dell’inflazione, che secondo l’indice armonizzato è salita al 2,5% su base annua in aprile. Un’inflazione più alta pesa sui bilanci delle famiglie e tende a ridurre la spesa: la fiducia dei consumatori è diminuita di 5 punti mese-su-mese in aprile 2026, con un calo significativo della propensione agli acquisti importanti. Dopo un calo dei consumi dello 0,1% QoQ nel primo trimestre, prevediamo una contrazione di circa 0,3% QoQ nel secondo trimestre e una sostanziale stagnazione dei consumi per l’intero 2026.
Un rischio al rialzo legato alle esportazioni
Nonostante le preoccupazioni sui consumi, il possibile recupero delle esportazioni rappresenta un fattore positivo: la piena attività produttiva del settore aeronautico e un portafoglio ordini nutrito lasciano ipotizzare una ripresa delle vendite estere. Tuttavia, il processo di rimessa in marcia delle consegne è graduale, quindi il miglioramento sarebbe distribuito su più trimestri, generando un rischio al rialzo per la crescita nel secondo e nel terzo trimestre.
Investimenti: segnali contrastanti e outlook per il 2026
Nel primo trimestre gli investimenti hanno registrato una battuta d’arresto: sono calati gli investimenti in costruzioni sia aziendali sia residenziali, mentre la spesa pubblica per investimenti è diminuita per effetto del ciclo elettorale locale e della tardiva approvazione della Legge di Bilancio 2026. Nonostante questo quadro, emergono segnali di tenuta: i nuovi cantieri per le abitazioni sono in aumento negli ultimi tre mesi e la domanda di investimenti digitali da parte delle imprese continua a sostenere la dinamica complessiva. Inoltre, la creazione di imprese è accelerata, con un incremento del 14% su base annua nel primo trimestre.
Rischi esterni e percorso atteso
Tra i fattori di rischio persistono le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran e l’incertezza sulla risposta della politica monetaria: nel nostro scenario ipotizziamo un aumento dei tassi da parte della ECB pari a +50 punti base nel 2026, elemento che potrebbe frenare le intenzioni di investimento. Nel complesso, prevediamo che gli investimenti proseguano la loro crescita ma a un ritmo più moderato rispetto al 2026, con una previsione di circa +0,5% nel 2026 rispetto al +0,8% del 2026.
In sintesi, la stagnazione del PIL nel primo trimestre della Francia riflette fattori temporanei, con un ruolo centrale delle consegne aeronautiche e della flessione degli investimenti pubblici. I segnali produttivi e il pieno portafoglio ordini nel settore aeronautico lasciano spazio a un possibile rimbalzo delle esportazioni, che potrebbe trasformarsi in un elemento favorevole nei prossimi trimestri, anche se permangono rischi legati all’inflazione, alle tensioni geopolitiche e alla politica monetaria.
