Il panorama fiscale italiano sta subendo importanti trasformazioni, soprattutto nel settore delle criptovalute e del diritto d’uso esclusivo di infrastrutture. Le nuove disposizioni, entrate in vigore nel 2026, mirano a rafforzare la trasparenza e la sicurezza per tutti gli attori coinvolti.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento il 6 luglio 2026 che aggiorna le linee guida per il regime di adempimento collaborativo. Questo regime, nato con il decreto n. 128 del 2015, prevede che le imprese si dotino di un sistema certificato di misurazione e gestione dei rischi fiscali, noto come Tax Control Framework (TCF).
Le nuove regole per le criptovalute
Uno dei principali cambiamenti riguarda la contabilizzazione delle criptovalute. Le nuove linee guida introducono due nuove schede tecniche destinate al TCF, che analizzano il trattamento contabile delle criptovalute e il diritto d’uso esclusivo di infrastrutture.
Le criptovalute, secondo i principi contabili nazionali, possono essere considerate beni immateriali. Tuttavia, la loro natura complessa richiede una particolare attenzione nella gestione contabile e fiscale. Le imprese devono dimostrare il percorso seguito nella valutazione delle criptovalute, inclusi i criteri utilizzati per determinare il valore iniziale, le eventuali svalutazioni e le verifiche sulla recuperabilità del valore.
L’impatto del MiCar
Il MiCar (Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività) ha introdotto nuove regole per gli operatori di criptovalute. Dal 1° luglio 2026, solo gli operatori autorizzati come Crypto-asset service provider (CASP) possono continuare a operare nel mercato italiano ed europeo.
Gli operatori non autorizzati hanno dovuto cessare immediatamente le attività di acquisizione clienti e apertura di nuovi rapporti, limitando i servizi a quanto necessario per cedere, trasferire o chiudere le posizioni. Questo cambiamento mira a garantire una maggiore tutela per gli investitori, che ora possono verificare facilmente se il proprio operatore è autorizzato attraverso applicazioni e siti dedicati.
Il diritto d’uso esclusivo di infrastrutture
Un’altra novità riguarda la gestione contabile del diritto d’uso esclusivo di un’infrastruttura. Le nuove linee guida introducono una scheda tecnica specifica per analizzare i contratti attraverso i quali un’impresa ottiene il godimento di beni appartenenti a soggetti terzi.
Questi contratti, che riguardano impianti, reti, infrastrutture dedicate e asset complessi, richiedono una particolare attenzione nella qualificazione dell’operazione. Le imprese devono verificare diversi elementi, tra cui la natura del contratto, la durata del diritto acquisito, le modalità di determinazione dei corrispettivi e l’imputazione economica dei costi.
L’importanza della documentazione
La corretta qualificazione dell’operazione deve emergere dalla documentazione disponibile, evitando ricostruzioni effettuate soltanto in occasione di controlli successivi. Le imprese devono aggiornare la propria mappa dei rischi fiscali, collegando le aree contabili più sensibili con procedure, responsabilità interne e documentazione conservata.
Le imprese devono adeguarsi rapidamente per evitare rischi fiscali e garantire la conformità alle nuove disposizioni.



