Se detieni criptovalute su eToro e vivi in Italia, è importante sapere quali obblighi hai verso la Agenzia delle Entrate.
La diffusione delle piattaforme digitali ha spinto le autorità a intensificare lo scambio di informazioni e a richiedere maggiore trasparenza sulle attività in valuta digitale. Questa guida spiega, in modo operativo, cosa controllare, come calcolare le imposte e quali strumenti possono aiutarti a ridurre gli errori nella compilazione.
Affronteremo i meccanismi di segnalazione automatica, il trattamento fiscale delle varie operazioni (vendite, scambi, staking e airdrop) e le modalità concrete per esportare la cronologia da eToro e caricarla su Waltio. L’obiettivo è darti una panoramica chiara e pratica, evitando termini tecnici non necessari ma mantenendo la precisione richiesta dalla normativa.
Indice dei contenuti:
Perché l’Agenzia delle Entrate può conoscere i tuoi movimenti su eToro
Le autorità fiscali europee hanno rafforzato la cooperazione per contrastare l’evasione. Tra gli strumenti chiave c’è la normativa DAC8, che impone alle piattaforme regolamentate di condividere dati sulle transazioni. A partire dal 1° gennaio 2026 molte piattaforme, tra cui eToro, sono tenute a trasmettere la cronologia delle operazioni alle autorità competenti. Questo scambio avviene in modalità automatica e rende più difficile omettere informazioni dalla dichiarazione fiscale.
Il ruolo della registrazione e delle autorità nazionali
Anche se eToro (Europe) Ltd opera in Italia, è buona prassi verificare la sua iscrizione presso la Consob per capire il quadro regolamentare applicabile. La registrazione può influenzare le modalità operative e la gestione dei dati, ma non annulla gli obblighi del contribuente: in qualità di residente italiano devi comunque dichiarare tutte le attività in criptovalute seguendo la normativa nazionale.
Come vengono tassate le operazioni in criptovalute su eToro
La fiscalità italiana distingue gli eventi che generano imponibilità. Sono considerati imponibili, tra gli altri, la vendita di criptovalute in euro e l’uso di criptovalute per acquistare beni o servizi. I guadagni risultanti da questi eventi sono plusvalenze. Il regime fiscale applicabile alle plusvalenze da cripto può variare: esiste un’imposta sostitutiva sui profitti, con aliquote indicate dalla normativa. In passato si è parlato di una aliquota del 26% e dal 2026 è prevista una revisione che porta alcune cripto-attività al 33%, mentre altri redditi derivanti da attività cripto possono essere tassati con aliquote progressive tra il 23% e il 43% in base al reddito complessivo.
La regola di calcolo: metodo LIFO
Per determinare la plusvalenza imponibile l’Italia adotta il metodo LIFO (Last-In, First-Out). Questo significa che, quando vendi una quantità di un token, si considera ceduta per prima la quota acquistata più recentemente. Ad esempio, se hai comprato un token a un prezzo basso anni fa e successivamente un altro a prezzo più alto, la vendita prenderà in considerazione per prima la posizione più recente ai fini del calcolo della plusvalenza o minusvalenza.
Trattamento fiscale di staking, airdrop e prodotti “earn” su eToro
Premi ottenuti da staking o da prodotti di rendimento vengono spesso considerati come redditi di capitale. La loro valutazione va effettuata al loro fair market value (FMV) al momento dell’attribuzione e può costituire un evento imponibile. In molti casi la ricezione genera un’imposizione e la successiva vendita di quei token può generare un’ulteriore plusvalenza o minusvalenza. Gli airdrop richiedono attenzione perché la loro natura fiscale dipende dal contesto di assegnazione e dalle istruzioni dell’autorità fiscale.
Distinguere tra privati e attività professionale
La frequenza e l’ampiezza delle operazioni possono determinare lo status fiscale: un investitore occasionale viene normalmente trattato come privato, mentre un’attività continuativa e sistematica può essere qualificata come professionale con regole diverse. È sempre consigliabile verificare il proprio profilo con la Agenzia delle Entrate o con un consulente fiscale per evitare errori di inquadramento.
Dichiarazione e strumenti pratici: Quadro RW, modelli e integrazione con Waltio
I contribuenti devono riportare le proprie detenzioni in criptovalute nel Quadro RW del Modello 730 o del Redditi Persone Fisiche, mentre le plusvalenze vengono indicate nei quadri dedicati alle imposte sui redditi. Tutti i conti esteri e le attività finanziarie detenute fuori dal territorio italiano vanno monitorati e dichiarati secondo le soglie previste dalla normativa. Verifica inoltre se l’exchange versa l’imposta di bollo per conto tuo: in quel caso cambia solo la rendicontazione, non l’obbligo di dichiarazione.
Come esportare le operazioni da eToro e importarle in Waltio
Per automatizzare la compilazione, puoi usare Waltio che importa la cronologia di transazioni tramite API o file CSV/XLSX. Su eToro accedi alla sezione Portafoglio, clicca sull’icona cronologia e seleziona Straordinario o Estratto conto dalle impostazioni per scaricare il report completo. Scegli una data di inizio anteriore alla prima operazione e salva il file in formato .xlsx. Evita di aprire o modificare il file prima dell’importazione per non alterarne la struttura: Waltio filtra automaticamente le operazioni non relative alle criptovalute e genera report conformi alla normativa italiana.
Con strumenti dedicati e una conoscenza di base delle regole (come la DAC8 e il metodo LIFO), la gestione fiscale delle criptovalute diventa più prevedibile. Se hai dubbi complessi o operazioni importanti, rivolgiti a un consulente fiscale competente per evitare sanzioni e assicurare una dichiarazione corretta.

