La finanza è la disciplina che analizza come individui, imprese e Stati gestiscono i flussi monetari, scegliendo tra diverse opportunità di investimento e di finanziamento. Oltre al calcolo del valore, essa si occupa di pricinghedging e della valutazione delle attività oggetto di scambio.
Origini storiche della finanza
I primi tratti della finanza compaiono insieme all’uso della moneta, superando il baratto nella Mesopotamia antica e rafforzandosi nell’Impero romano, dove nacquero le prime forme di credito e di debito pubblico. Il vero impulso avvenne durante il Rinascimento, in particolare a Firenze, dove Francesco Datini introdusse la cambiale, considerata una delle prime vere banche con la Compagnia del Banco. Nel 1531 venne fondata la prima borsa valori a Anversa, preludio dei moderni mercati azionari. Un episodio emblematico fu la bolla dei tulipani negli anni Trenta del Seicento, che mostrò i pericoli delle speculazioni e di un mercato non regolamentato. In Svezia, la carenza di metalli preziosi spinse alla stampa delle prime banconote, culminando nella costituzione della Riksbank nel 1668, la più antica banca centrale nazionale al mondo.
Che cosa è la finanza oggi
Nel mondo contemporaneo, la finanza si definisce come l’insieme di strumenti finanziari e dei mercati finanziari dove tali strumenti sono negoziati. Essa consente di trasferire risorse economiche dai soggetti in surplus a quelli in deficit, facilitando così lo scambio di capitali. A differenza dell’investimento produttivo l’investimento finanziario non mira necessariamente alla creazione di beni tangibili, ma può generare profitti speculativi. Dal 1980, il valore globale degli attivi finanziari era pari al PIL mondiale; nel 2008 tale rapporto era di 21,4 volte, dimostrando una crescita esponenziale. Questo dato alimenta il dibattito etico: la finanza è vista da alcuni come un gioco a somma zero, limitato al semplice spostamento di denaro, mentre altri sostengono che, se ben orchestrata, può aumentare il pil complessivo creando nuove opportunità di sviluppo.
Settori e suddivisioni operative
Le attività finanziarie si declinano in diversi ambiti, ognuno con obiettivi e strumenti specifici. La finanza personale riguarda la gestione di debiti, crediti, risparmi, investimenti e piani pensionistici individuali. La finanza d’impresa si concentra sulla ricerca di fonti di capitale, sia mediante equity (azioni) sia mediante debito (obbligazioni, prestiti), sulla gestione della liquidità e sulla definizione della politica dei dividendi. La finanza commerciale regola le operazioni di import-export, mentre la finanza pubblica si occupa della raccolta delle entrate fiscali, della spesa statale e della politica monetaria. Infine, la finanza internazionale studia i flussi transfrontalieri di capitali, le transazioni tra banche centrali e le dinamiche dei tassi di cambio.
Finanza personale
Nel contesto privato, le decisioni di risparmio e investimento sono guidate dall’analisi del rischio e dalla determinazione del tasso di sconto appropriato per ciascun bene. Si valutano le opportunità attraverso la stima dei flussi di cassa futuri, scegliendo tra azioni, obbligazioni, fondi comuni o strumenti più sofisticati.
Finanza d’impresa
Le imprese elaborano un piano di finanziamento che combina capitale proprio e capitale di terzi, ottimizzando il costo del capitale. Le attività di tesoreria controllano la liquidità, gestiscono il capitale circolante e prevedono scenari di rischio, mentre la politica dei dividendi definisce la quota di utili destinata agli azionisti.
Finanza pubblica
Gli enti pubblici identificano le necessità di spesa, individuano le fonti di entrata (tasse, contributi, emissione di titoli di stato) e pianificano il bilancio annuale. Il controllo della politica monetaria e la gestione del debito sovrano rientrano anch’essi nella sfera della finanza pubblica.



