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11 Giugno 2026

Fondi comuni in Italia: dati 2026 e tendenze del risparmio gestito

Gli italiani che investono in fondi comuni sono in costante aumento. Scopri le ultime tendenze e i dati aggiornati del 2026.

Fondi comuni in Italia: dati 2026 e tendenze del risparmio gestito

Il mondo degli investimenti in fondi comuni in Italia sta vivendo una trasformazione significativa. Secondo i dati più recenti, il numero di italiani che scelgono questa forma di risparmio gestito è in costante crescita, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Questo trend riflette un cambiamento culturale e finanziario nel modo in cui gli italiani gestiscono i loro risparmi.

L’Osservatorio annuale di Assogestioni, giunto alla sua 30esima edizione, ha fornito una panoramica dettagliata su questo fenomeno, evidenziando non solo la crescita numerica, ma anche le dinamiche demografiche e geografiche che stanno plasmando il settore.

La democratizzazione degli investimenti in fondi comuni

Uno dei dati più sorprendenti è l’aumento del numero di giovani investitori. Nel 2026, ben 1,5 milioni di italiani hanno sottoscritto un fondo comune di investimento per la prima volta. Tra questi, un terzo ha meno di 45 anni, un segnale chiaro che le nuove generazioni stanno abbracciando questo strumento finanziario. Questo cambiamento è in parte attribuibile all’avvento delle piattaforme digitali di investimentoche rendono l’accesso ai fondi comuni più semplice e intuitivo.

Il valore totale investito dalle famiglie italiane ha raggiunto i 679 miliardi di euro, con un investimento medio di 55.000 euro. Tuttavia, questa cifra varia notevolmente in base alla tipologia di prodotto. I fondi italiani hanno un investimento medio più basso, pari a 37.000 euro, mentre i fondi esteri, spesso scelti da una clientela più sofisticata, hanno un investimento medio di 59.000 euro.

Le preferenze degli investitori italiani

Il canale bancario continua a dominare la distribuzione dei fondi italiani, con una quota del 95%. Tuttavia, per i fondi esteri, il peso delle reti di consulenti finanziari è in crescita, raggiungendo il 47% per i fondi cross-border. Questo indica una tendenza verso una maggiore diversificazione e una ricerca di consulenza specializzata.

A livello di modalità di sottoscrizione, il versamento in un’unica soluzione (PIC) è ancora il più popolare, scelto dal 57% degli italiani. Tuttavia, i piani di accumulo (PAC) stanno guadagnando terreno, soprattutto tra i più giovani, con una quota del 21%. La forma mista PIC/PAC è scelta da una quota crescente di sottoscrittori, pari al 22%.

L’asset allocation evidenzia una forte propensione per gli investimenti obbligazionari (56%), seguita dalle azioni (38%). Nei fondi italiani dominano le obbligazioni (70%), mentre nei fondi esteri, solitamente acquistati da una clientela più sofisticata, cresce il peso delle azioni, che diventano prevalenti nei fondi cross-border (57%).

Il confronto europeo e le sfide future

L’Italia si posiziona come il secondo più grande mercato retail dell’Area Euro, dietro alla Germania. Il patrimonio totale in fondi, inclusi ETF e fondi detenuti tramite gestioni patrimoniali, delle famiglie dell’Eurozona è pari a 4.199 miliardi di euro, di cui 902 miliardi localizzati in Italia. Questo dato sottolinea l’importanza del mercato italiano nel contesto europeo.

Tuttavia, il mercato italiano presenta ancora un forte home-preferencecon una quota di obbligazioni e azioni italiane pari al 23% nel portafoglio complessivo. Questo indica una certa cautela da parte degli investitori italiani, che preferiscono investire in strumenti finanziari domestici.

Un’altra sfida importante è rappresentata dal ricambio generazionale. Attualmente, l’età media del sottoscrittore italiano è di 61 anni, con le generazioni di Boomers, Silent e Greatest Generation che rappresentano il 52% del totale. Tuttavia, la Generazione Z e i Millennials stanno gradualmente aumentando la loro presenza, rappresentando il 18% dei sottoscrittori. Questo trend positivo indica che il settore sta diventando più inclusivo e accessibile alle nuove generazioni.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.