L’Italia si conferma un paese di investitori, con una preferenza marcata per i fondi comuni che supera la media europea. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Assogestioniche dal 1996 analizza il comportamento degli investitori italiani.
Il rapporto, che per la prima volta include un confronto strutturato con il mercato continentale, rivela che i fondi comuni rappresentano il 17% delle attività finanziarie delle famiglie italiane, contro una media del 13% nell’area euro. Un dato che posiziona l’Italia in una posizione di rilievo nel panorama europeo.
L’Italia al secondo posto in Europa per masse detenute
Con 902 miliardi di euro investiti in fondi comuni, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Germania con i suoi 1.435 miliardi. Questo risultato è tanto più significativo se si considera che la popolazione tedesca è più numerosa. La Spagna segue con 585 miliardimentre la Francia, con 491 miliardiha un mercato più orientato verso il settore assicurativo.
Il rapporto evidenzia anche una forte concentrazione della ricchezza nelle mani delle generazioni più mature. I Boomers (nati tra il 1946 e il 1964) detengono quasi la metà del patrimonio complessivo investito in fondi, mentre la Generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) rappresenta il 27% delle masse. Le generazioni più giovani, Millennials e Gen Zhanno ancora un peso limitato, con solo il 7% del patrimonio investito.
La concentrazione della ricchezza nelle mani degli over 60
Gli over 60 detengono il 66% dello stock dei fondi comuni di investimento, pari a 448 miliardi di euro. Questo dato conferma una tendenza già emersa nell’edizione 2026 dell’Osservatorio, dove i Boomers detenevano il 48% delle masse complessive investite in fondi.
Una dinamica che trova conferma anche nei dati storici della Banca d’Italiaelaborati da Assogestioni. Nel 2026, gli over 65 controllavano il 48% delle attività finanziarie complessive del Paese, contro il 22% registrato nel 1995. Nello stesso periodo, si è ridotta la quota detenuta dalle fasce più giovani e centrali della popolazione. In particolare, la fascia compresa tra i 36 e i 45 anni è passata dal 18% all’8% del totale, mentre quella tra i 26 e i 35 anni si è ridotta dal 13% al 3%.
L’invecchiamento della ricchezza finanziaria
Gli over 55a fine 2026, detenevano più del 70% del totale delle attività finanziarie. Le stesse fasce d’età nel 1995 detenevano più del 40%. Questo significa che a un invecchiamento della popolazione corrisponde anche un invecchiamento della ricchezza finanziaria.
Il rapporto di Assogestioni offre una fotografia dettagliata degli investitori italiani, evidenziando come il mercato del risparmio gestito sia in continua evoluzione. Con una popolazione che invecchia, la sfida per l’industria del risparmio gestito sarà quella di attrarre le generazioni più giovani e garantire un futuro sostenibile per il mercato dei fondi comuni.



