Nel periodo aprile- il valore aggregato dei fondi d’investimento è aumentato di ben 8,2 trilioni di euro, passando da €81,5 a €89,7 trilioni, pari a circa 102,2 miliardi di dollari. Il dato proviene dall’ultimo International Quarterly Statistical Release diffuso da Efama, l’associazione europea dei gestori del risparmio, ed evidenzia una crescita del 10 % in termini euro e del 9 % in dollari, a causa di una leggera rivalutazione del dollaro americano.
Il segmento azionario ha mostrato la performance più marcata: i fondi azionari globali hanno registrato un incremento del 15,7 % nel valore di mercato, spinto da risultati solidi nei principali indici, dagli investimenti continui nell’intelligenza artificiale e da un miglioramento del sentiment tra gli investitori. Tuttavia, questa espansione è dovuta quasi esclusivamente all’apprezzamento di mercato, non a nuovi capitali.
Crescita patrimoniale vs. flussi netti
Nel secondo trimestre i flussi netti verso le azioni sono scesi a €124 miliardi, dal livello di €179 miliardi del trimestre precedente, ossia una riduzione di quasi un terzo. Di questi €124 miliardi, gli Stati Uniti hanno contribuito per l’intero ammontare, mentre il resto del mondo ha prodotto un risultato complessivo neutro: l’Europa ha aggiunto €48 miliardi, il Canada €31 miliardi, ma la Cina ha cancellato entrambi con un deflusso netto di €110 miliardi.
Il rincaro dei bond e il ruolo della Cina
I fondi obbligazionari hanno ricevuto €474 miliardi di nuovi capitali, in netto aumento rispetto ai €326 miliardi del trimestre precedente, e rappresentano ormai i due-terzi della raccolta di lungo termine a livello globale. Gli Stati Uniti guidano con €240 miliardi, seguiti dalla Cina con €139 miliardi – quest’ultima posizione li rende il secondo mercato più attrattivo al mondo. L’effetto è dovuto a una “corsa alla cedola” alimentata da tassi ancora interessanti e da una crescente prudenza tra gli investitori.
Dettaglio Cina: vendere azioni, comprare obbligazioni
Nel contesto cinese, i fondi azionari hanno registrato un deflusso di €110 miliardi, aggravandosi rispetto ai €93 miliardi del trimestre precedente, mentre gli ETF hanno perso altri €88 miliardi. Paradossalmente, i fondi obbligazionari cinesi hanno incassato €139 miliardi, collocandoli al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti. Il saldo complessivo di lungo termine rimane leggermente positivo (+€21 miliardi), ma solo grazie al contributo del reddito fisso.
Altri veicoli di investimento
Gli ETF globali hanno attratto €562 miliardi nel trimestre, quasi il 80 % del totale dei flussi di lungo termine, con gli Stati Uniti che ne hanno assorbiti €467 miliardi (83 %). L’Irlanda e il Lussemburgo fungono da hub per l’Europa, contribuendo rispettivamente con €94 miliardi e €24 miliardi. Al contrario, Giappone e Cina hanno registrato deflussi di €8 miliardi e €88 miliardi.
I fondi monetari hanno riportato una leggera crescita, passando da €165 miliardi a €178 milliardi, grazie soprattutto a un balzo degli Stati Uniti da €22 a €113 miliardi. Questo suggerisce che gli investitori mantengono una quota di liquidità “prudentemente” accanto a un portafoglio azionario in forte rialzo.
In Europa, il patrimonio di UCITS e FIA è aumentato dell’8,4 % a €27,510 trilioni, con una raccolta complessiva di €267 miliardi, leggermente inferiore ai €282 miliardi del trimestre precedente. La raccolta di lungo termine è rimasta quasi stabile (225 → 223 miliardi), con tutti i settori in positivo, sebbene gli asset azionari abbiano avuto una contrazione più marcata rispetto al trimestre anteposto.



