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24 Settembre 2026

Fondi di investimento: crescita record e spostamento verso i bond

Il patrimonio dei fondi globali supera i €89 trilioni, con notevoli spostamenti di flussi verso il reddito fisso.

Fondi di investimento: crescita record e spostamento verso i bond

Nel periodo aprile- il valore aggregato dei fondi d’investimento è aumentato di ben 8,2 trilioni di euro, passando da €81,5 a €89,7 trilioni, pari a circa 102,2 miliardi di dollari. Il dato proviene dall’ultimo International Quarterly Statistical Release diffuso da Efama, l’associazione europea dei gestori del risparmio, ed evidenzia una crescita del 10 % in termini euro e del 9 % in dollari, a causa di una leggera rivalutazione del dollaro americano.

Il segmento azionario ha mostrato la performance più marcata: i fondi azionari globali hanno registrato un incremento del 15,7 % nel valore di mercato, spinto da risultati solidi nei principali indici, dagli investimenti continui nell’intelligenza artificiale e da un miglioramento del sentiment tra gli investitori. Tuttavia, questa espansione è dovuta quasi esclusivamente all’apprezzamento di mercato, non a nuovi capitali.

Crescita patrimoniale vs. flussi netti

Nel secondo trimestre i flussi netti verso le azioni sono scesi a €124 miliardi, dal livello di €179 miliardi del trimestre precedente, ossia una riduzione di quasi un terzo. Di questi €124 miliardi, gli Stati Uniti hanno contribuito per l’intero ammontare, mentre il resto del mondo ha prodotto un risultato complessivo neutro: l’Europa ha aggiunto €48 miliardi, il Canada €31 miliardi, ma la Cina ha cancellato entrambi con un deflusso netto di €110 miliardi.

Il rincaro dei bond e il ruolo della Cina

I fondi obbligazionari hanno ricevuto €474 miliardi di nuovi capitali, in netto aumento rispetto ai €326 miliardi del trimestre precedente, e rappresentano ormai i due-terzi della raccolta di lungo termine a livello globale. Gli Stati Uniti guidano con €240 miliardi, seguiti dalla Cina con €139 miliardi – quest’ultima posizione li rende il secondo mercato più attrattivo al mondo. L’effetto è dovuto a una “corsa alla cedola” alimentata da tassi ancora interessanti e da una crescente prudenza tra gli investitori.

Dettaglio Cina: vendere azioni, comprare obbligazioni

Nel contesto cinese, i fondi azionari hanno registrato un deflusso di €110 miliardi, aggravandosi rispetto ai €93 miliardi del trimestre precedente, mentre gli ETF hanno perso altri €88 miliardi. Paradossalmente, i fondi obbligazionari cinesi hanno incassato €139 miliardi, collocandoli al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti. Il saldo complessivo di lungo termine rimane leggermente positivo (+€21 miliardi), ma solo grazie al contributo del reddito fisso.

Altri veicoli di investimento

Gli ETF globali hanno attratto €562 miliardi nel trimestre, quasi il 80 % del totale dei flussi di lungo termine, con gli Stati Uniti che ne hanno assorbiti €467 miliardi (83 %). L’Irlanda e il Lussemburgo fungono da hub per l’Europa, contribuendo rispettivamente con €94 miliardi e €24 miliardi. Al contrario, Giappone e Cina hanno registrato deflussi di €8 miliardi e €88 miliardi.

I fondi monetari hanno riportato una leggera crescita, passando da €165 miliardi a €178 milliardi, grazie soprattutto a un balzo degli Stati Uniti da €22 a €113 miliardi. Questo suggerisce che gli investitori mantengono una quota di liquidità “prudentemente” accanto a un portafoglio azionario in forte rialzo.

In Europa, il patrimonio di UCITS e FIA è aumentato dell’8,4 % a €27,510 trilioni, con una raccolta complessiva di €267 miliardi, leggermente inferiore ai €282 miliardi del trimestre precedente. La raccolta di lungo termine è rimasta quasi stabile (225 → 223 miliardi), con tutti i settori in positivo, sebbene gli asset azionari abbiano avuto una contrazione più marcata rispetto al trimestre anteposto.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.