Il legame tra gli italiani e la casa è radicato da generazioni: possedere un’abitazione è sempre stato considerato un traguardo fondamentale. Negli ultimi mesi, però, un nuovo movimento si è affermato, spostando l’interesse tradizionale verso una prospettiva più strategica e orientata al futuro.
Una recente indagine condotta da ING People Insights Lab in collaborazione con YouGov ha messo in luce come le giovani generazioni, in particolare la Gen Z e i Millennials, stiano rivedendo le proprie priorità patrimoniali. Il dato più sorprendente riguarda la volontà di aumentare la quota di patrimonio destinata al investimento immobiliare nei prossimi cinque anni, segno di una rimodulazione delle scelte di risparmio e crescita patrimoniale.
Gen Z e Millennials rafforzano la presenza nel mattone
Secondo l’indagine, il 28% dei membri della Gen Z e il 27% dei Millennials prevede di incrementare la percentuale di risorse investite in immobili entro il 2031. Il confronto con le altre coorti generazionali è netto: solo il 17% della Gen X e l’8% dei Baby Boomer intendono fare lo stesso. Un ulteriore elemento di spicco è la percentuale di giovani che ancora non possiedono alcun bene immobiliare: il 36% della Gen Z dichiara di non avere investimenti immobiliari, evidenziando un potenziale di crescita ancora inespresso.
Motivazioni: indipendenza, reddito e futuro familiare
Le ragioni che animano questa tendenza sono variegate. Il 50% dei ventenni vede nella casa un simbolo di indipendenza, mentre il 53% dei Millennials la descrive come un progetto di vita. Al contempo, il 19% degli intervistati menziona la possibilità di generare reddito da affitto come fattore trainante, e un altro 19% desidera favorire l’autonomia abitativa dei propri figli. La fiducia nel valore di questo bene resta alta: il 65% degli italiani è convinto che, entro dieci anni, la casa continuerà a essere il bene più importante per le famiglie.
Le richieste sui mutui: semplicità, velocità e digitalizzazione
Il desiderio di acquistare una proprietà si scontra con la necessità di sostenere l’onere finanziario nel tempo. Attualmente, il 69% degli italiani vive in abitazioni di proprietà; di questi, il 50% è libero da qualsiasi finanziamento e il 19% ha ancora un mutuo da estinguere. Quando si tratta di scegliere il tipo di finanziamento, il 74% degli intervistati preferirebbe un mutuo economicamente sostenibile, mentre il 12% opta per l’affitto per preservare una maggiore flessibilità economica.
Un contesto di indebitamento contenuto caratterizza il nostro Paese: il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia (aprile 2026) segnala che il debito complessivo delle famiglie italiane è oltre il 25% inferiore alla media dell’area euro. Questo margine di solidità permette di valutare il credito in maniera più prudente, ma anche più orientata a soluzioni sostenibili.
Efficienza energetica e condizioni agevolate
Oltre ai parametri classici – rate sostenibili e prezzi accessibili – la efficienza energetica dell’immobile sta diventando un elemento decisivo. Il 73% degli italiani afferma che la possibilità di ottenere un tasso agevolato per l’acquisto di una casa ad alta efficienza influirebbe “molto” o “abbastanza” sulla decisione di finanziamento; questa percentuale sale all’80% tra chi ha già un mutuo in corso. Parallelamente, il 70% vuole poter avviare la pratica di mutuo attraverso un percorso interamente online, e quasi 2 italiani su 3 chiedono una risposta preliminare entro 10 giorni dalla richiesta.
Il quadro complessivo mostra quindi una generazione pronta a mettere il mattone al centro del proprio portafoglio, ma che non vuole più affrontare lunghi iter burocratici. La digitalizzazione dei processi di concessione, la ricerca di tassi più vantaggiosi per gli immobili eco-efficaci e la crescente attenzione alla sostenibilità finanziaria disegnano una nuova mappa del mercato immobiliare italiano, dove la casa è al tempo stesso rifugio, investimento e strumento di autonomia per i giovani.



