Lo staking di criptovalute è diventato una delle opzioni più popolari per chi vuole far fruttare i propri asset digitali. Tuttavia, dietro le promesse di rendimenti elevati si nascondono rischi e complessità che molti investitori sottovalutano. In questo articolo, esploreremo come funziona lo staking, quali sono i vantaggi e i pericoli, e cosa dice la normativa europea al riguardo.
Se hai mai visto un’app di criptovalute offrire rendimenti dell’8% attraverso lo staking, potresti aver pensato che fosse un’opportunità troppo buona per lasciarsela sfuggire. Ma prima di saltare a piedi pari, è importante capire cosa si nasconde dietro queste cifre allettanti.
Come funziona lo staking di criptovalute
Lo staking è un processo che permette agli utenti di partecipare alla validazione delle transazioni su una blockchain che utilizza il meccanismo proof of stake. In cambio del loro contributo, gli utenti ricevono ricompense in criptovaluta. Questo sistema è utilizzato da blockchain come Ethereum che ha passato dal meccanismo proof of work a quello proof of stake per ridurre il consumo energetico e aumentare la sicurezza della rete.
Quando metti in staking le tue criptovalute, le blocchi per un periodo di tempo, contribuendo così alla sicurezza e all’efficienza della rete. Le ricompense che ricevi dipendono da vari fattori, tra cui il numero di partecipanti e le regole specifiche della blockchain. Tuttavia, è importante notare che queste ricompense sono in criptovaluta, non in valuta fiat come l’euro o il dollaro.
Rendimenti in criptovaluta: un vantaggio o un rischio?
Uno dei principali aspetti da considerare è che le ricompense dello staking sono in criptovaluta. Questo significa che il valore delle tue ricompense può variare significativamente nel tempo, a seconda dell’andamento del mercato. Ad esempio, se il prezzo della criptovaluta che stai staking scende del 30%, le tue ricompense potrebbero non compensare la perdita di valore.
Inoltre, le percentuali di rendimento indicate non sono sempre fisse. Possono variare in base alle condizioni del mercato e alle commissioni applicate dagli intermediari. È quindi fondamentale leggere attentamente le condizioni del servizio di staking prima di investire.
I rischi dello staking
Lo staking non è privo di rischi. Uno dei principali è lo slashing ovvero la perdita di una parte delle criptovalute messe in staking a causa di comportamenti scorretti o errori tecnici. Ad esempio, su Ethereum un validatore può subire lo slashing se firma attestazioni o blocchi in conflitto tra loro.
Un altro rischio è la perdita di liquidità. Le criptovalute in staking possono non essere immediatamente disponibili per il trasferimento o la vendita. Su Ethereum l’uscita di un validatore può richiedere tempo, a seconda della coda presente sulla rete. Inoltre, se utilizzi un exchange o una pool di staking, devi rispettare le regole e i tempi previsti dal servizio.
Liquid staking: una soluzione parziale
Esistono anche forme di liquid staking che permettono agli investitori di ricevere un token rappresentativo delle criptovalute messe in staking. Questo token può essere scambiato sul mercato senza attendere l’uscita del validatore. Tuttavia, anche questa soluzione non è priva di rischi: il token può essere scambiato a un prezzo inferiore rispetto alle criptovalute che rappresenta e aggiunge ulteriori rischi tecnici e di liquidità.
Cosa dice la normativa europea
Il regolamento europeo MiCA stabilisce regole comuni per chi emette, offre o presta servizi legati alle cripto-attività nell’UE. MiCA non crea una categoria autonoma di servizio di staking e non richiede un’autorizzazione a chi mette direttamente in staking le proprie criptovalute per conto proprio.
Tuttavia, se un intermediario mette in staking le criptovalute del cliente e, per farlo, ne custodisce le cripto-attività o le chiavi di accesso, il servizio è collegato alla custodia e rientra nel perimetro della normativa europea. L’operatore deve quindi essere autorizzato a fornire il servizio di custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti.
Inoltre, un CASP (operatore autorizzato a fornire servizi legati alle cripto-attività) che custodisce le cripto-attività dei clienti non può metterle in staking per il proprio esclusivo beneficio, neppure con il consenso del cliente. Può invece offrire lo staking come servizio, a condizioni concordate, purché i benefici non spettino soltanto all’intermediario.
Prima di aderire a un programma di staking, è essenziale leggere le condizioni e capire cosa viene fatto effettivamente con le proprie criptovalute. Non tutto ciò che viene presentato come earnrewards o staking corrisponde necessariamente allo staking della blockchain. Alcuni programmi possono utilizzare le criptovalute per prestiti, attività di mercato o altre operazioni della piattaforma, con rischi diversi da quelli dello staking tradizionale.



