L’inizio dell’anno scolastico 2026 si presenta con una sfida inaspettata: il caldo persistente. Mentre le temperature continuano a sfiorare livelli estivi, le istituzioni scolastiche si trovano a dover affrontare un’emergenza che va oltre la semplice disagio. Le misure adottate dai vari comuni e istituti scolastici stanno diventando sempre più creative e necessarie per garantire la sicurezza e il benessere di tutti.
Palermo: scuole chiuse in caso di allerta rossa
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha emanato una direttiva che stabilisce la chiusura delle scuole in caso di allerta rossa per il caldo. Questa misura, entrata in vigore l’8 settembre, prevede che solo gli istituti con impianti di climatizzazione adeguati possano rimanere aperti. L’amministrazione comunale ha inoltre avviato un piano tecnico ed economico per potenziare gli impianti di condizionamento in tutte le strutture scolastiche della città.
“La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta”, ha dichiarato il sindaco Lagalla. “Di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive.”
Serracapriola: niente grembiule per i più piccoli
Nel comune di Serracapriola, in provincia di Foggia, il sindaco Michele Leombruno ha firmato un’ordinanza che autorizza i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria a non indossare il grembiule durante le giornate più calde. L’ordinanza, valida dal 10 al 19 settembre, riguarda 136 bambini della scuola primaria e 82 del plesso che ospita la scuola dell’infanzia.
“Considerate le alte temperature, è un enorme disagio per i più piccoli essere costretti ad indossare il grembiule sopra il consueto abbigliamento”, ha spiegato il sindaco Leombruno. “Ritengo più giusto che si sentano liberi di indossare abbigliamento più consono. Il grembiule tornerà non appena le temperature lo consentiranno.”
Petizioni e proteste per il posticipo dell’inizio delle lezioni
Una docente di scuola superiore in Campania ha lanciato una petizione su per chiedere il posticipo dell’inizio delle lezioni o almeno la climatizzazione delle aule. La professoressa ha presentato un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali, sottolineando che “il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica”.
Anche una mamma palermitana ha lanciato un allarme simile: “I nostri figli vanno a scuola per imparare, non per soffrire”. Le petizioni e le proteste stanno mettendo sotto pressione le autorità per trovare soluzioni immediate.
Le parole dei sindacati
I sindacati, come Uil Scuola, hanno preso posizione sulla questione. Giuseppe D’Aprile, segretario Uil Scuola, ha dichiarato che “posticipare di qualche giorno l’inizio delle lezioni, recuperando successivamente le giornate, può rappresentare una soluzione tampone di fronte a temperature particolarmente elevate, ma non può essere la risposta a un problema che sta diventando strutturale”.
“Gli studi che si occupano del cambiamento climatico dimostrano che i periodi di caldo intenso si stanno allungando e interessano sempre più mesi nei quali le scuole sono aperte”, ha aggiunto D’Aprile. “Circa sei edifici scolastici su dieci risalgono a prima del 1975 e la stragrande maggioranza delle scuole italiane sono ancora prive di sistemi di condizionamento.”
“Per questo occorre intervenire in modo strutturale, investendo nella climatizzazione e nella ventilazione delle aule, ma anche in interventi di efficientamento e ammodernamento degli edifici”, ha concluso il dirigente sindacale.
Misure straordinarie per contrastare il caldo
Alcune scuole romane stanno adottando misure straordinarie per contrastare le alte temperature. In un istituto comprensivo è diventato obbligatorio togliere il grembiule e indossare una t-shirt bianca. In un’altra scuola, tra le indicazioni, ci sono “copricapo a testa larga e occhiali da sole con protezione Uv per attività all’aperto” o per la sorveglianza in cortile “per turni superiori a trenta minuti”, oltre a “creme solari” per proteggere la pelle.
In un liceo è “consentito lo spostamento temporaneo delle classi in laboratori o spazi comuni più freschi” e le attività motorie vanno fatte “in aree ombreggiate o in palestre adeguatamente ventilate, prediligendo attività a bassa intensità”.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico.



