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1 Novembre 2026

IA nel fisco, lavoro e aziende: nuove norme e sanzioni

Le nuove regole italiane sull’IA impongono limiti al fisco, al lavoro e alla responsabilità delle imprese

IA nel fisco, lavoro e aziende: nuove norme e sanzioni

L’attuale quadro normativo italiano ha introdotto una serie di vincoli per l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambiti sensibili come il fisco, il diritto del lavoro e la responsabilità amministrativa delle imprese. Le recenti leggi e i provvedimenti giudiziari hanno messo in evidenza la necessità di garantire tracciabilità, supervisione umana e trasparenza in tutti i processi decisionali supportati da sistemi generativi.

Il caso Napoli e la policy dell’Agenzia delle Entrate

Il 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, che ha imposto ai soggetti pubblici l’obbligo di rendere conoscibili le modalità di utilizzo dei sistemi IA. Il 21 ottobre stesso anno, la Direzione Provinciale I dell’Agenzia delle Entrate di Napoli ha depositato un appello in cui, in parte, si basava su risposte fornite da chatbot generativi disponibili online. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, nella sentenza n. 4759/2026 (depositata 14 luglio 2026), ha respinto l’appello non per il contenuto dell’IA, ma perché le risposte del chatbot non possono essere considerate prove valide in un procedimento tributario.

Policy interna non pubblicata e provvedimenti organizzativi

Nel frattempo, l’Agenzia ha adottato una policy interna (ottobre 2025) che vieta l’utilizzo di strumenti IA non integrati nei propri sistemi per la produzione di atti amministrativi. Anche gli strumenti validati devono essere impiegati esclusivamente a scopi di supporto alla produttività individuale, con obbligo di verifica umana e senza inserire dati dell’Anagrafe Tributaria in servizi esterni. La Direzione ha poi illustrato la policy in audizione il 29 ottobre 2025 e ha confermato, nei comunicati del 17 dicembre 2025 e del 27 maggio 2026, l’interdizione di impiegare IA generativa per la redazione di provvedimenti, anche nella fase contenziosa.

Divieto di decisioni automatizzate nei rapporti di lavoro

Il 23 ottobre 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo 179/2026, che stabilisce che le imprese non possono affidare decisioni decisionali su assunzioni, sanzioni disciplinari o licenziamenti esclusivamente a algoritmi. Ogni provvedimento che incide sul rapporto di lavoro deve essere assunto da una persona fisica, dotata di potere decisionale effettivo e autonomo. Il divieto vale anche quando il dipendente concede il proprio consenso al trattamento dei dati.

Diritti dei lavoratori e obblighi dei datori di lavoro

L’articolo 41 del decreto riconosce al dipendente il diritto di ricevere una spiegazione chiara delle motivazioni che hanno portato alla decisione, indicando l’incidenza dell’IA e i parametri chiave del modello. Tale spiegazione deve essere fornita da una persona fisica, non da un sistema automatizzato. Inoltre, le imprese devono informare preventivamente i dipendenti sull’uso di strumenti IA, organizzare corsi di formazione sui rischi specifici e integrare tali valutazioni nei piani di sicurezza sul lavoro secondo l’articolo 42.

Responsabilità penale e amministrativa delle imprese per l’uso scorretto dell’IA

Dal 30 settembre 2026 è operante il decreto legislativo 160/2026, che ha modificato il Dlgs 231/2001 introducendo l’articolo 25-vicies. Tale disposizione prevede due reati presupposto per le organizzazioni: (i) l’omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi IA ad alto rischio, punita ai sensi dell’articolo 437-bis del codice penale, e (ii) la diffusione illecita di contenuti falsificati tramite IA, prevista dall’articolo 612-quater. Le sanzioni amministrative variano da 600 a 1.000 quote, a seconda della gravità del reato.

Le nuove regole impongono alle aziende di mappare i sistemi IA utilizzati, distinguere quelli che influiscono su decisioni operative o sulla sicurezza e garantire una supervisione costante. La mancata osservanza può comportare la nullità delle decisioni aziendali (es. licenziamenti) e sanzioni pecuniarie sostanziali, oltre a rischi reputazionali.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.