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1 Ottobre 2026

Incentivi elettrodomestici e finanziamenti automotive: cosa aspettarsi

Il governo valuta il prolungamento delle agevolazioni per gli elettrodomestici e lancia un fondo da 631 milioni per l’innovazione automotive.

Incentivi elettrodomestici e finanziamenti automotive: cosa aspettarsi

Il dibattito sulle Agevolazioni fiscali per gli apparecchi di casa è tornato al centro dell’agenda politica. Dopo la scadenza prevista per il 31 dicembre 2026 del bonus mobili-elettrodomestici, le istituzioni stanno valutando se mantenere la detrazione del 50% o introdurre un nuovo incentivo mirato alla sostituzione di vecchi modelli con versioni ad alta efficienza energetica.

Parallelamente, a livello europeo l’Italia ha presentato, insieme a Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna, un piano d’azione volto a sostenere la competitività del comparto elettrodomestico. Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato che il settore rappresenta una quota rilevante dell’occupazione industriale e che, per accelerare la transizione verde, è necessario rendere più accessibili i prodotti a classe energetica A e superiori.

Scenari possibili per il futuro bonus elettrodomestici

Le opzioni in discussione sono due. La prima prevede la proroga della detrazione IRPEF già in vigore, con lo stesso meccanismo di recupero in dieci quote annuali e con un tetto di spesa di 5 000 euro. In questo caso, il governo potrebbe confermare la misura anche per il 2027 oppure modificarne i parametri, ad esempio alzando il limite di spesa o introducendo requisiti più stringenti per la classe energetica. La seconda ipotesi riguarda la creazione di un nuovo voucher specifico per la sostituzione di apparecchi obsoleti, finanziato con risorse proprie o europee, con un contributo diretto più elevato e una durata più breve.

Il tavolo Electrolux e la definizione delle scelte

Il 5 ottobre 2026 il Ministero delle Imprese, del Made in Italy e della Semplificazione (MIMIT) ospita un incontro dedicato al futuro degli stabilimenti Electrolux in Italia; l’obiettivo è valutare le ripercussioni occupazionali e individuare possibili interventi di sostegno. La decisione finale su bonus o proroga verrà poi inserita nella legge di bilancio 2027, che dovrà essere approvata entro dicembre, definendo così il quadro definitivo per le famiglie e le imprese.

Il Fondo Automotive da 631 milioni: regole e opportunità

Nel frattempo, il Ministero delle Imprese ha lanciato un programma da 631 milioni di euro volto a potenziare la ricerca e lo sviluppo nella filiera automobilistica. Il bando, pubblicato con il decreto del 17 settembre 2026, prevede contributi diretti fino al 50 % per attività di ricerca industriale e al 25 % per sviluppo sperimentale, oltre a un finanziamento agevolato pari al 20 % dei costi totali.

Le imprese che collaborano con centri di ricerca possono beneficiare di un bonus aggiuntivo di 10 punti percentuali per le PMI e di 5 punti per le grandi aziende, entro i limiti imposti dal Regolamento GBER. Un esempio pratico: una PMI che investe 8 milioni in un progetto con il 60 % di ricerca e il 40 % di sviluppo sperimentale otterrebbe un contributo di circa 3,2 milioni di euro.

Priorità per il Mezzogiorno

Il 40 % delle risorse è riservato a progetti realizzati interamente nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia). Per accedere a questa riserva, le imprese devono localizzare l’intero ciclo di vita del progetto nelle suddette aree, favorendo così la riconversione industriale nelle zone più svantaggiate.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 novembre 2026 tramite la piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile, gestita da Mediocredito Centrale. La fase di pre-compilazione inizia l’11 novembre, mentre entro il 20 novembre sarà pubblicato il quadro finanziario completo, inclusi eventuali contributi aggiuntivi da parte delle amministrazioni regionali.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.