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Indagini su Caltagirone, Milleri e Lovaglio nell’ambito dell’operazione Mps Mediobanca: Tutti i Dettagli

Un nuovo capitolo nella complessa storia della finanza italiana si sta delineando con l’inchiesta avviata dalla Procura di Milano.

Tre nomi di spicco sono sotto indagine per presunti reati di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza: Francesco Gaetano Caltagirone, presidente di Luxottica; Francesco Milleri, amministratore delegato di Delfin; e Luigi Lovaglio, CEO di Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’oggetto di queste indagini è l’operazione che ha visto Mps acquisire il controllo di Mediobanca, un evento che ha avuto luogo tra gennaio e ottobre.

Le accuse e il contesto dell’indagine

Le ipotesi accusatorie sono emerse a seguito di un’analisi approfondita condotta dai pubblici ministeri Giovanni Polizzi, Luca Gaglio e Roberto Pellicano. Gli inquirenti sostengono che i tre avrebbero operato in modo coordinato per realizzare un’operazione dal valore di 13,5 miliardi di euro. Questa operazione ha portato a termine un’offerta pubblica di scambio accettata dal 62% degli azionisti di Mediobanca. Tale passaggio ha consentito a Mps, all’epoca sotto il controllo statale, di superare la soglia di controllo dell’istituto di Piazzetta Cuccia, un attore chiave nel mercato delle assicurazioni.

Il presunto patto occulto

Al centro dell’inchiesta vi è un presunto patto occulto tra Caltagirone, Milleri e Lovaglio, accusati di aver gestito le loro operazioni di acquisto in modo non trasparente. Questo coordinamento avrebbe permesso loro di superare insieme la soglia del 25% di partecipazione in Mediobanca, un limite che impone l’obbligo di lanciare un’OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) obbligatoria. Le autorità di vigilanza, tra cui la Consob e la Banca Centrale Europea, sarebbero state tenute all’oscuro di queste intese, una situazione che potrebbe comportare gravi conseguenze normative.

L’effetto sul mercato e le reazioni

La notizia dell’indagine ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. I titoli di Mps hanno registrato una flessione superiore al 5%, mentre quelli di Mediobanca hanno subito un calo di quasi il 3%. Queste fluttuazioni sottolineano l’incertezza generata dall’inchiesta, che potrebbe compromettere gli equilibri già fragili nel settore bancario e assicurativo italiano.

Le indagini e gli sviluppi futuri

La Procura di Milano ha avviato un’inchiesta a seguito di una querela presentata da Mediobanca, approfondendo le operazioni che hanno preceduto questa acquisizione. L’attenzione è rivolta in particolare al collocamento accelerato del 15% del capitale di Mps, avvenuto nel novembre 2025 tramite la gestione del Ministero dell’Economia attraverso Banca Akros. Questa operazione ha visto l’acquisto del pacchetto azionario da parte di Delfin, Caltagirone, Banco BPM e Anima, rappresentando un passo preliminare verso l’acquisizione di Mediobanca.

Le conseguenze dell’indagine e le implicazioni per il sistema finanziario

Le conseguenze di questa indagine potrebbero estendersi ben oltre i singoli indagati, influenzando le fondamenta strategiche del sistema finanziario italiano. Caltagirone, Milleri e Lovaglio sono figure centrali la cui influenza si estende a molteplici istituti finanziari e assicurativi. La loro eventuale responsabilità potrebbe avere ripercussioni significative per il mercato e per gli investitori. Mentre l’indagine procede, la presunzione di innocenza rimane in vigore, ma la situazione è critica e richiede un attento monitoraggio.

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