Nel giro di poche settimane il governo Meloni ha invertito una decisione presa a metà settembre: invece di attivare le accise mobili – il meccanismo che prevede l’utilizzo dell’extragettito IVA per ridurre le imposte sui carburanti – ha optato per trattenere quei proventi in cassa. La scelta arriva dopo che il Consiglio dei ministri aveva già approvato il quindicesimo provvedimento di riduzione delle accise, ma le misure si sono dimostrate insufficienti a contenere l’impennata dei prezzi alla pompa.
Il contesto delle misure di contenimento
Dal 18 marzo l’Italia beneficia di un taglio complessivo di 24,4 centesimi per benzina e gasolio, ma l’effetto è stato smorzato dall’aumento dei costi di raffinazione e dalle tensioni geopolitiche. A settembre si è ridotto ulteriormente il ribasso a 12,2 centesimi per il diesel fino al 25, per poi scendere a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre. Parallelamente, è stato introdotto un price cap sui prezzi dei distributori, vincolando i margini di guadagno di oltre 10.000 punti vendita, secondo il Ministero delle Imprese.
Sospensione del bollo e altre agevolazioni
Contestualmente, la premier ha annunciato la cancellazione del bollo auto per veicoli fino a 80 kW di potenza e per i motocicli, presentandola come misura strutturale contro il caro carburante, anche se il beneficio medio equivale a meno di due pieni. L’iniziativa è finanziata solo per l’anno successivo, quello delle elezioni politiche.
Perché l’extragettito IVA resta in cassa
Il documento programmatico di finanza pubblica prevede per il 2026 un deficit al 2,9% del PIL, limite necessario per uscire dalla procedura di infrazione europea. Conservare l’extragettito IVA, pari a circa 160-170 milioni di euro al mese di settembre, permette al governo di migliorare i saldi di bilancio senza ricorrere a nuove imposte. La decisione, quindi, riflette una valutazione di priorità: stabilità fiscale rispetto a un intervento temporaneo sul prezzo dei carburanti.
Posizione del premier sul futuro
Durante il vertice Med9 a Spalato, Giorgia Meloni ha dichiarato di essere pronta a riattivare le accise mobili qualora la situazione lo richiedesse, ma ha sottolineato l’importanza di vedere ripristinato il price cap prima di prendere ulteriori decisioni. Ha inoltre riferito che il governo sta valutando se convenga spendere le risorse disponibili ora, quando esistono già altre misure di contenimento, o mantenerle come riserva per eventuali futuri shock al mercato.
Impatto sugli automobilisti
Per chi guida, la sospensione del bollo auto e il tetto ai prezzi dei carburanti rappresentano gli unici sollievi concreti finora. Tuttavia, senza l’attivazione delle accise mobili il prezzo medio del gasolio è tornato a 2,25 euro al litro, evidenziando i limiti delle misure finora adottate. Gli automobilisti dovranno attendere ulteriori decisioni, se e quando il governo deciderà di impiegare l’extragettito IVA per ridurre nuovamente le accise.



