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26 Ottobre 2026

Nikkei scende a 62.451 punti: gli effetti di Wall Street e del petrolio

Il Nikkei apre in rosso per -0,39%, trascinato da Wall Street, dal prezzo del petrolio e dalle incertezze sull'intelligenza artificiale, mentre lo yen rimane stabile.

Nikkei scende a 62.451 punti: gli effetti di Wall Street e del petrolio

Alle prime ore della prima seduta settimanale, il mercato di Tokyo ha mostrato un sentiment negativo, con il principale indice Nikkei in calo dello 0,39% a 62.451,33 punti, corrispondente a una perdita di 241 punti rispetto alla chiusura precedente.

Questa flessione non è avvenuta in isolamento: è strettamente legata a una correzione in atto nei principali indici statunitensi, che ha ridotto la fiducia degli investitori a livello globale. La diminuzione di Wall Street funge da segnale di allerta per le altre piazze, spingendo gli operatori a riconsiderare le posizioni aperte.

Wall Street e il prezzo del petrolio: i fattori chiave del ribasso

Il rallentamento dei mercati americani ha avuto un effetto domino su Tokyo. Quando gli indici di Wall Street scendono, gli investitori giapponesi tendono a ridurre l’esposizione a titoli più rischiosi, spostando il capitale verso asset più difensivi. Parallelamente, il prezzo del petrolio è tornato a salire, alimentato da tensioni geopolitiche che hanno aumentato le preoccupazioni sui costi di produzione e trasporto. Un greggio più caro impatta direttamente sui margini di profitto delle imprese esportatrici e, indirettamente, sulle previsioni di inflazione globale.

Dubbi sugli investimenti nell’intelligenza artificiale

Il settore intelligenza artificiale è stato al centro dell’attenzione negli ultimi mesi, ma le recenti notizie hanno evidenziato una crescente cautela. Gli operatori di mercato temono che gli elevati investimenti programmati possano non tradursi in ritorni sufficienti a coprire i costi di finanziamento. Questa incertezza ha spinto gli analisti a rivalutare le valutazioni delle aziende legate all’IA, contribuendo al calo complessivo del Nikkei.

Impatto su titoli tecnologici giapponesi

Le società che operano nell’AI o che forniscono componenti hardware hanno visto una pressione sui loro prezzi azionari. L’ansia per la redditività a lungo termine ha ridotto la domanda di azioni ad alta crescita, favorendo settori più tradizionali e meno volatili.

Yen quasi immutato: un piccolo rifugio

Nel contesto valutario, lo yen ha mostrato poche variazioni: è stato scambiato a poco più di 157 yen per dollaro e a 176,10 yen per euro. Questa stabilità è cruciale per le imprese esportatrici giapponesi, poiché un yen troppo forte eroderebbe i guadagni in valuta estera. Al contempo, un yen troppo debole potrebbe aumentare i costi di importazione, soprattutto di energia.

La combinazione di una correzione su Wall Street, l’aumento dei prezzi del petrolio e le perplessità sugli investimenti in intelligenza artificiale ha determinato l’apertura negativa del mercato di Tokyo, mentre la relativa stabilità dello yen ha fornito un lieve contrappeso al panorama complessivo.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.