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3 Luglio 2026

Nuovo iperammortamento 2026: come funziona e quali sono i benefici

Il nuovo iperammortamento 2026 introduce una rivoluzione nel sistema di incentivi alle imprese, con maggiorazioni del costo e nuove opportunità per investimenti digitali ed energetici.

Nuovo iperammortamento 2026: come funziona e quali sono i benefici

Il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta un punto di svolta nella politica degli incentivi alle imprese italiane. Introducendo una maggiorazione del costo invece del tradizionale credito d’imposta, questa misura offre nuove opportunità per chi investe in innovazione digitale e sostenibilità energetica.

La legge 30 dicembre 2026, n. 199, e il successivo decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 7 maggio 2026, hanno stabilito le nuove regole che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026 e resteranno valide fino al 30 settembre 2028.

La rivoluzione del meccanismo fiscale

La principale innovazione introdotta dal nuovo iperammortamento è il passaggio da un sistema basato sul credito d’imposta a uno che opera attraverso la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni. Questo cambiamento non è solo tecnico, ma ha importanti implicazioni pratiche.

Con il credito d’imposta, le risorse disponibili potevano esaurirsi rapidamente, creando tensioni tra le imprese. La nuova maggiorazione, invece, opera nella determinazione del reddito d’impresa, riducendo la base imponibile nel tempo attraverso quote di ammortamento e canoni di leasing ridotti.

I beni agevolabili e i requisiti

Il nuovo iperammortamento copre una vasta gamma di beni materiali e immateriali strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Inoltre, sono inclusi gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

Per accedere all’agevolazione, i beni devono essere prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo. Inoltre, è necessario presentare una comunicazione telematica al GSE una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile.

Le aliquote della maggiorazione

Il beneficio è articolato su tre scaglioni progressivi: 180%, 100% e 50%. La maggiorazione è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con un limite massimo di spesa agevolabile pari a 20 milioni di euro per ciascun periodo d’imposta.

La quota di investimento agevolabile e la relativa maggiorazione del costo sono dettagliate nella tabella seguente:

  • Fino a € 2,5 milioni maggiorazione del 180%
  • Da € 2,5 milioni a € 10 milioni maggiorazione del 100%
  • Da € 10 milioni a € 20 milioni maggiorazione del 50%

La domanda unica per più beni

Una delle novità più pratiche per le imprese è la possibilità di presentare una domanda unica che copre più beni. La piattaforma GSE, attiva dal 12 giugno 2026, consente di inserire un investimento composto da diversi asset, ciascuno identificato da un sottocodice specifico.

Ogni bene deve essere documentato singolarmente, con dati tecnici, fatture, documenti di trasporto, prove di interconnessione e, quando richiesto, perizia asseverata. Questo approccio garantisce una gestione più efficiente degli investimenti, pur mantenendo un alto livello di controllo documentale.

Il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità significativa per le imprese che intendono investire in innovazione digitale, efficienza energetica e sostenibilità industriale. Tuttavia, per sfruttare al meglio questa misura, è fondamentale una pianificazione accurata e una documentazione dettagliata degli investimenti.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.