I mercati finanziari stanno vivendo una fase di forte tensione, con i prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari che stanno influenzando significativamente le performance degli indici asiatici e globali. L’aumento dei costi energetici e le preoccupazioni per l’inflazione persistente stanno creando un clima di incertezza tra gli investitori.
In questo contesto, i titoli tecnologici stanno subendo un ritracciamento, con particolare enfasi sui mercati giapponesi, sudcoreani e cinesi. Anche i futures sugli indici statunitensi stanno registrando perdite, riflettendo le preoccupazioni globali.
L’impatto del petrolio e delle obbligazioni sui mercati
Il prezzo del petrolio Brent ha registrato un aumento dello 0,77%, raggiungendo i 91,57 dollari al barile. Questo rialzo è stato influenzato dalle tensioni geopolitiche, in particolare dalle minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all’Oman legate a un possibile accordo con l’Iran sullo Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury statunitensi a 30 anni sono saliti al 5,324%, il livello più alto dal giugno 2007. Questo aumento è attribuito alle preoccupazioni degli investitori per l’aumento vertiginoso della spesa pubblica, l’ondata di emissioni di obbligazioni a lunga scadenza e l’inflazione persistente.
La situazione in Giappone
In Giappone, i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni hanno raggiunto il 2,93%, il livello più alto dal 1996. Questo riflette aspettative più forti per ulteriori strette monetarie da parte della Banca del Giappone e preoccupazioni riguardo alla situazione fiscale del Paese. Gli swap sugli indici overnight indicano una probabilità del 75% di un rialzo entro settembre.
L’asta dei titoli di Stato giapponesi a cinque anni ha registrato la domanda più forte da, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 4,15. Il rendimento del titolo a cinque anni nell’asta è sceso di un punto base, al 2,15%. Tuttavia, il 76% delle obbligazioni è stato acquistato da soggetti non identificati, introducendo un elemento di rischio nelle negoziazioni sul mercato secondario.
Le performance dei titoli tecnologici
L’indice Nikkei giapponese è sceso del 2,12%, mentre il più ampio Tpoix ha perso lo 0,83%. I titoli tecnologici sono stati particolarmente colpiti, con Kioxia Holdings in calo del 5,8%, Murata Manufacturing del 9,65% e Tdk del 3,5%. Anche l’indice Kospi della Corea del Sud ha registrato un calo dello 0,77%, con Samsung Electronics in calo dell’1,18% e LG Innotek dello 0,46%.
Nonostante un importante impegno nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale, con Nvidia che ha accettato di sostenere fino a 105 miliardi di dollari di finanziamenti per un nuovo campus di data center di OpenAI in Ohio, gli analisti di Dbs hanno avvertito che il profilo di rischio potrebbe deteriorarsi se il rally dell’AI dovesse perdere slancio.
La situazione in Cina e Hong Kong
In Cina, l’indice Shanghai Shenzhen CSI 300 è sceso dello 0,81%, mentre lo Shanghai Composite ha perso lo 0,36% e l’Hang Seng di Hong Kong lo 0,46%. Anche i titoli tecnologici cinesi e di Hong Kong sono finiti in rosso, con Foxconn Industrial Internet in arretramento del 3,49%, Luxshare Precision del 2,7% e Semiconductor Manufacturing International dell’1,46%.
Tra i principali titoli tech quotati a Hong Kong, ha perso l’1,93%, Meituan il 3,99% e Tencent dell’1,79%. L’unico indice che ha registrato un aumento è stato l’Asx 200 australiano, salito dello 0,14%. L’indice di fiducia dei consumatori Westpac-Melbourne Institute dell’Australia è aumentato del 6%, raggiungendo quota 88,9 ad agosto.



