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Ordinanza Napoli Nord apre nuove piste investigative nelle truffe crypto

L’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli Nord il 22 aprile 2026 segna un punto di svolta nella risposta giudiziaria alle frodi con criptovalute.

Il provvedimento ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero, imponendo ulteriori accertamenti su soggetti e meccanismi che hanno permesso il trasferimento dei proventi illeciti. Questo atto evidenzia come la magistratura riconosca la complessità delle schemi fraudolente che sfruttano strumenti digitali e reti finanziarie internazionali.

La decisione si concentra in particolare sulla necessità di identificare e iscrivere nel registro degli indagati le società che hanno agevolato i trasferimenti mediante IBAN virtuali, oltre a verificare la responsabilità di altri attori della filiera. Per le vittime, il pronunciamento apre la strada a forme di tutela più efficaci e a possibili azioni di recupero che non si limitano agli autori materiali della truffa ma guardano anche agli intermediari che possono aver omesso obblighi di controllo.

Motivazioni e approfondimenti richiesti dal giudice

Nel rigettare l’archiviazione il Giudice per le Indagini Preliminari ha evidenziato omissioni investigative rilevanti: mancano passi fondamentali per ricostruire il circuito dei fondi e per individuare i reali beneficiari. Per questo motivo è stata disposta l’attivazione di strumenti istruttori a valenza internazionale e tecnico-scientifica, necessari per superare le difficoltà insite nelle transazioni in criptovalute e nelle strutture societarie transfrontaliere.

Rogatorie e lavori con autorità estere

Tra le misure indicate figurano le rogatorie internazionali per ottenere documentazione societaria e dati anagrafici di soci e amministratori di società estere. Tali richieste servono a ricostruire la catena di responsabilità e a predisporre eventuali provvedimenti cautelari sui conti correnti rilevanti. L’uso di questo strumento permette di colmare il divario informativo creato dalla natura transnazionale delle piattaforme e delle entità coinvolte.

Analisi dei flussi e accertamenti tecnici

Il provvedimento sottolinea la necessità di esaminare i flussi finanziari transnazionali per individuare il beneficiario effettivo e puntare al sequestro delle somme trasferite. Parallelamente, sono richiesti accertamenti tecnici su wallet digitali e su infrastrutture blockchain, attività indispensabili per tracciare i movimenti e per collegare identità reali a indirizzi digitali apparentemente anonimi.

Responsabilità degli intermediari e quadro normativo

Il Giudice ha inoltre richiamato l’attenzione sugli obblighi di vigilanza degli operatori finanziari e dei fornitori di servizi di pagamento. In particolare va verificato il rispetto delle norme a riguardo dell’impiego di IBAN virtuali e dei meccanismi di controllo delle transazioni sospette, secondo quanto previsto dal Regolamento UE n. 1624/2026. L’indagine dovrà accertare se siano state omesse le segnalazioni obbligatorie o se i sistemi antiriciclaggio si siano rivelati inadeguati.

Implicazioni per il contenzioso e le vittime

Questo orientamento apre a nuove prospettive nel contenzioso bancario e nella responsabilità civile: le vittime potrebbero chiedere il ristoro non solo agli autori della frode ma anche a soggetti terzi che hanno contribuito al passaggio dei fondi. Il riconoscimento della necessità di approfondimenti tecnici e internazionali rafforza le possibilità di recupero e introduce una maggiore pressione sui Payment Service Provider per migliorare controlli e procedure interne.

Il ruolo dello studio e i prossimi passi

La sede di Giambrone & Partners a Napoli ha coordinato l’opposizione all’archiviazione, mettendo in luce le lacune investigative. Lo studio sfrutta competenze multidisciplinari e una rete internazionale per assistere le vittime sia nella fase istruttoria sia in quella giudiziale. Tra i prossimi passi attesi ci sono le rogatorie verso giurisdizioni estere, l’analisi forense dei wallet e le verifiche sui conti coinvolti per predisporre eventuali misure cautelari e azioni di recupero.

Se hai subito una frode legata a investimenti in criptovalute o trasferimenti tramite IBAN virtuali, è fondamentale muoversi con tempestività: la conservazione della documentazione e la segnalazione dei fatti alle autorità competenti sono operazioni decisive. Lo studio offre assistenza specializzata per valutare la situazione, avviare le indagini richieste e tutelare i diritti delle persone offese.

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