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17 Giugno 2026

Parità di genere nel settore finanziario: i dati del 2026 mostrano progressi lenti

Le donne rappresentano solo il 33% dei ruoli dirigenziali nelle istituzioni finanziarie mondiali. Scopri i dati del 2026 e le sfide per la parità di genere.

Parità di genere nel settore finanziario: i dati del 2026 mostrano progressi lenti

Nel 2026, nonostante i progressi, le donne continuano a incontrare ostacoli significativi nel raggiungere i vertici delle istituzioni finanziarie. Banche commerciali, banche centrali, fondi pensione e fondi sovrani mostrano ancora un soffitto di cristallo che limita la crescita professionale femminile. Secondo l’annuale Gender Balance Index di Omfif, il progresso verso la parità di genere è stato modestocon un aumento medio di soli due punti rispetto all’anno precedente.

L’indice, che valuta la presenza femminile in posizioni manageriali e di leadership in 335 istituzioni finanziarie, ha raggiunto un punteggio complessivo di 44 su 100. Questo indica che, sebbene ci siano stati miglioramenti, la strada verso l’equilibrio di genere è ancora lunga. Le donne rappresentano attualmente il 33% dei ruoli dirigenziali, ma solo il 20% delle posizioni c-suite nelle banche commerciali e il 19% delle governatrici di banche centrali.

Le sfide nei diversi settori finanziari

Nei fondi pensionele donne sono presenti in misura maggiore nei ruoli amministrativi, ma la loro rappresentanza diminuisce nei ruoli operativi e di investimento. Solo il 29% delle professioniste ricopre posizioni di capo degli investimenti (Cio). Nei fondi sovranila situazione è leggermente migliore, con il 18% delle amministratrici delegate, un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2026.

Le banche commerciali mostrano un quadro variegato. Il 42% delle banche non ha nessuna donna in posizioni c-suite, mentre solo il 18% ha raggiunto la parità di genere in questi ruoli. Tuttavia, ci sono esempi positivi come JP Morgan, che ha raggiunto 97 punti nel Gender Balance Index, e il Banco do Brazil, con 92 punti.

Il caso degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti si distinguono per alcuni progressi significativi. Il Nord America ha registrato il maggiore avanzamento nel GBI di Omfif, con un aumento di 25 punti. Le banche centrali statunitensi hanno visto un numero record di governatrici, con sei donne alla guida delle Federal Reserve Banks regionali. Questo progresso è particolarmente rilevante considerando le preoccupazioni sollevate a inizio 2026 riguardo alle politiche di diversity&inclusion.

Il New York State Common Retirement Fund è al primo posto tra i fondi pensione con 98 punti, seguito dal Caisse des Dépôts et Consignations francese e dal norvegese Kommunal Landspensjonskasse. Questi esempi mostrano che, nonostante le sfide, ci sono istituzioni che stanno facendo progressi significativi verso la parità di genere.

Le prospettive future

Secondo l’analisi di Omfif, alla velocità attuale, ci vorranno più di vent’anni per raggiungere l’equilibrio di genere ai vertici delle istituzioni finanziarie. Le politiche di azione positiva, come quelle per la parità salariale e la trasparenza nei processi di assunzione, sono riconosciute come efficaci, ma la loro adozione non è ancora diffusa.

Le istituzioni finanziarie devono affrontare il problema della promozione per consentire alle donne di superare il soffitto di cristallo. Senza un cambiamento significativo, la presenza femminile nei ruoli di leadership continuerà a essere limitata, con conseguenze negative per l’intero settore. La strada verso la parità di genere è ancora in salita, ma i progressi, seppur lenti, sono un segnale positivo.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.