L’Italia continua a essere una delle mete turistiche più ambite al mondo, con un settore dell’hospitality in costante evoluzione. Nel 2026, il Belpaese ha registrato oltre 160 milioni di arrivi, con una crescita del 15% rispetto al 2026. Questo successo è il risultato di una domanda internazionale in crescita e di una sempre maggiore polarizzazione verso il segmento premium e luxury.
Il turismo rappresenta una parte fondamentale dell’economia italiana, contribuendo con circa 240 miliardi di euro nel 2026, pari al 13,2% dell’occupazione. Secondo le stime dell’ENIT questo contributo è destinato a crescere ulteriormente, raggiungendo i 282 miliardi di euro entro il 2035 e sfiorando il 16% dell’occupazione.
Le nuove tendenze del turismo italiano
Il turismo italiano sta vivendo una trasformazione significativa, con nuove tendenze che stanno ridisegnando il panorama dell’hospitality. Tra queste, spicca la crescente domanda internazionale, che ha superato per la terza volta consecutiva quella domestica, rappresentando il 55% degli arrivi totali nel 2026.
Un altro trend emergente è la polarizzazione dell’offerta verso il segmento premium e luxury. Gli hotel a cinque stelle hanno registrato un aumento del 46% rispetto, mentre quelli a quattro stelle sono cresciuti del 13%. Al contrario, le strutture a una e due stelle hanno subito una contrazione, rispettivamente del 10% e del 9%.
Le destinazioni preferite
Gli italiani continuano a preferire le località marittime, con 25,8 milioni di presenze nel 2026. Al contrario, i turisti stranieri sono attratti dalle grandi città, come Roma e Milano, che hanno registrato un aumento del 28% rispetto. Tra le nuove destinazioni emergenti, spiccano Palermo, Catania e Bari, con un aumento del 290% di presenze internazionali.
Tra le località di villeggiatura, il Lago di Garda resta la preferita, con 23,5 milioni di presenze nel 2026. Seguono la Riviera Romagnola e la Val Pusteria. Tra le nuove destinazioni, figurano il Salento, la Valle d’Itria e il Lago di Como.
La crescita dell’extra-alberghiero
Il settore dell’hospitality sta beneficiando anche della crescita dell’extra-alberghiero che comprende tutte quelle strutture ricettive non classificabili come alberghi. A trainare il comparto sono soprattutto gli alloggi in affitto, sostenuti anche dalla diffusione degli affitti brevi, che sono cresciuti del 33% rispetto e rappresentano oggi l’89% delle strutture extra-alberghiere.
Gli agriturismi e le case per ferie hanno registrato un incremento del 10%, mentre campeggi e villaggi sono cresciuti del 9%. I B&B hanno registrato un aumento del 3%. La crescita dell’extra-alberghiero è stata trainata soprattutto dalla domanda internazionale, con un aumento del 382% negli ultimi vent’anni.
Investimenti nel settore dell’hospitality
La crescita dei flussi turistici e l’evoluzione dell’offerta si riflettono anche sul mercato degli investimenti immobiliari, dove l’hospitality continua a rappresentare una delle asset class più dinamiche. Nel 2026, il volume totale delle transazioni in Europa ha superato i 25 miliardi di euro, con l’Italia al quarto posto con 2,2 miliardi di euro investiti.
Nel primo semestre del 2026, gli investimenti immobiliari complessivi in Italia hanno raggiunto il volume record di 7,3 miliardi di euro, con l’hospitality che ha rappresentato il 16% dei volumi. Milano e Roma guidano il mercato, con un interesse crescente anche per la costa siciliana, il Lago di Como e le destinazioni alpine di lusso del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta.
La capacità di leggere in anticipo i cambiamenti nel settore del turismo diventerà sempre più rilevante per operatori e investitori. Chi saprà anticipare queste tendenze sarà nella posizione migliore per cogliere le opportunità del prossimo ciclo di sviluppo del settore.



