In un momento storico per le relazioni internazionali, le petroliere iraniane hanno superato il blocco navale imposto dagli Stati Uniti, segnando un passo significativo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz. Questo sviluppo segue l’annuncio di un accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti, che ha suscitato reazioni contrastanti a livello globale.
L’accordo, che dovrebbe essere firmato formalmente a Bürgenstockin Svizzera, rappresenta un punto di svolta nei rapporti tra le due nazioni. Tuttavia, molti esperti del settore energetico rimangono scettici sulla rapidità con cui potrà essere ripristinato il libero transito nello Stretto, una delle vie marittime più cruciali al mondo.
Le petroliere iraniane superano il blocco navale
Secondo i dati di TankerTrackersalmeno tre superpetroliere iraniane hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense, trasportando un totale di circa 4,8 milioni di barili di petrolio greggio. Questo evento segna le prime esportazioni di greggio dall’Iran in due mesi, un segnale tangibile della ripresa delle attività commerciali.
Le petroliere Diona e Hero2appartenenti alla National Iranian Tanker Company (NITC)hanno trasportato rispettivamente 1,9 milioni e 1,9 milioni di barili di petrolio. Una terza petroliera, con un carico di 1 milione di barili, ha completato il trio. Questi movimenti sono stati confermati da immagini satellitari e dati di tracciamento digitale.
L’accordo tra Iran e Stati Uniti: dettagli e reazioni
Il cosiddetto memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti apre la strada a due mesi di negoziati sul programma nucleare iraniano e altre questioni. Una bozza quasi definitiva del testo mostra che l’Iran dovrebbe ottenere una deroga alle sanzioni che gli consentirà di vendere petrolio immediatamente, mentre altri incentivi finanziari saranno rinviati.
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance guiderà la delegazione americana, mentre l’Iran sarà rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Il presidente Donald Trumpattualmente in Francia per il vertice del G7, ha affermato che l’accordo è “cosa fatta” e impedirà all’Iran di sviluppare armi nucleari.
Le reazioni del G7 e dei partner regionali
I leader del G7 hanno accolto con favore l’accordo, definendolo un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari. Hanno anche espresso la disponibilità a contribuire allo sminamento dello Stretto di Hormuz, pur essendo preoccupati per i potenziali rischi per le proprie navi.
Durante il vertice del G7, Trump ha avuto colloqui con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayede con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad. Questi paesi potrebbero contribuire, insieme agli Stati Uniti, alla creazione di un fondo di sviluppo da 300 miliardi di dollari per l’Iran dopo il conflitto.
Le implicazioni per il mercato energetico
I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente da quando Trump ha annunciato l’accordo. Il Brent ha registrato un lieve rialzo all’inizio di mercoledì, dopo essere sceso di circa il 5% nella sessione precedente. Il calo della domanda in Cina e lo smaltimento delle riserve petrolifere di emergenza da parte degli Stati Uniti e di altre nazioni hanno contribuito al ribasso dei prezzi.
Tuttavia, molti governi europei, investitori nel settore energetico e compagnie di navigazione nutrono dubbi sulla rapidità con cui lo Stretto di Hormuz potrà tornare alle condizioni prebelliche. Oltre alla potenziale necessità di sgomberare il canale, si pone la questione a lungo termine se l’Iran consentirà il libero passaggio.
Teheran ha fatto intendere che applicherà tariffe di navigazione alle navi dopo il periodo di negoziazione di 60 giorni previsto dai nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Trump ha affermato che lo Stretto sarebbe stato aperto “permanentemente” senza pedaggio, ma un alto funzionario statunitense ha dichiarato che lo status dello Stretto oltre il periodo di negoziazione di 60 giorni sarebbe stato oggetto di discussione.


