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1 Agosto 2026

Fifa e Concacaf ai ferri corti: il piano di privatizzazione del Mondiale divide il calcio

La Federazione messicana di calcio e la Concacaf si oppongono alla proposta di Gianni Infantino di aprire il calcio a investimenti privati. Scopri perché.

Fifa e Concacaf ai ferri corti: il piano di privatizzazione del Mondiale divide il calcio

Il mondo del calcio è in subbuglio. La proposta di Gianni Infantino, presidente della Fifa di aprire le competizioni internazionali, inclusa la Coppa del Mondo a capitali privati ha scatenato una reazione a catena. La Federazione messicana di calcio (Femexfut) e la Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi (Concacaf) hanno preso posizioni contrastanti, creando una spaccatura nel panorama calcistico internazionale.

La Femexfut ha annunciato che analizzerà con calma la proposta di Infantino, sottolineando la necessità di valutare attentamente le implicazioni per lo sviluppo del calcio messicano. La Concacaf, invece, ha preso una posizione più decisa, allineandosi alla Uefa e respingendo categoricamente l’iniziativa. La confederazione nordamericana ha espresso profonda preoccupazione per la mancanza di trasparenza e di un regolare iter decisionale.

La posizione della Femexfut: un’analisi ponderata

In una nota ufficiale, la Femexfut ha dichiarato che si prenderà il tempo necessario per studiare la proposta di Infantino. La federazione messicana ha sottolineato l’importanza di adottare la decisione più conveniente per il calcio nazionale, evitando frette e valutando attentamente ogni aspetto del piano. Questa posizione riflette la cautela del Messico, che ha recentemente ospitato il Mondiale insieme a Stati Uniti e Canada.

La Femexfut ha anche evidenziato che il Mondiale del 2026 è stato il più redditizio della storia, un dettaglio che potrebbe influenzare la decisione finale. La federazione messicana sembra voler evitare di prendere una posizione affrettata, preferendo un’analisi approfondita delle implicazioni a lungo termine.

La reazione della Concacaf: un no deciso

La Concacaf ha preso una posizione più netta, allineandosi alla Uefa e respingendo la proposta di Infantino. In una riunione che ha coinvolto le sue 41 federazioni affiliate, la confederazione ha espresso profonda preoccupazione per la mancanza di un regolare iter decisionale e per la scadenza artificialmente breve imposta dalla Fifa.

La Concacaf ha sottolineato la necessità di una maggiore trasparenza e di una governance adeguata, chiedendo che ogni questione segua i corretti processi di governance attraverso il personale e il Consiglio della Fifa. La confederazione ha anche incaricato i propri membri del Consiglio della Fifa di dare istruzioni al presidente Infantino affinché garantisca il rispetto dello statuto della Fifa.

Le motivazioni del rifiuto

Tra le principali preoccupazioni della Concacaf ci sono la mancanza di revisione da parte degli organi di governo competenti della Fifa e l’assenza di un processo decisionale trasparente. La confederazione ha ribadito che il futuro del calcio e il suo bene più prezioso, la Coppa del Mondo, devono rimanere nelle mani della famiglia calcistica.

La Concacaf ha anche criticato la proposta di Infantino di scorporare le attività commerciali legate alla Coppa del Mondo in un’operazione privata, che coinvolge investitori come la società newyorkese di Joshua Kushner. La confederazione ha definito questa proposta una vera abdicazione al dovere della Fifa come custode del calcio mondiale.

Le implicazioni per il calcio mondiale

La battaglia tra la Fifa e le confederazioni regionali ha implicazioni profonde per il futuro del calcio. La proposta di Infantino di aprire il calcio a investimenti privati potrebbe cambiare radicalmente il panorama delle competizioni internazionali, introducendo nuovi attori e dinamiche.

Tuttavia, l’opposizione della Uefa, della Concacaf e di altre confederazioni regionali potrebbe ostacolare il piano di Infantino. La minaccia di boicottare i prossimi Mondiali, avanzata sia dalla Uefa che dalla Concacaf, rappresenta un segnale forte della determinazione delle confederazioni a difendere l’integrità del calcio.

La situazione rimane fluida, con la Femexfut che continua a valutare la proposta e altre confederazioni che potrebbero prendere posizione nei prossimi mesi. Quello che è certo è che la battaglia per il futuro del calcio è solo all’inizio.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.