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Scoprire la Caserma Paolini e il complesso di San Domenico durante le Giornate FAI

Le Giornate FAI rappresentano un’opportunità per esplorare luoghi poco accessibili e al tempo stesso sostenere la missione della Fondazione: ogni visita è infatti collegata a una donazione che contribuisce ai progetti di tutela del patrimonio.

È importante considerare che, in caso di grande affluenza, l’ingresso potrebbe non essere garantito; chi possiede la tessera FAI o la ottiene direttamente in loco ha diritto ad accesso prioritario.

Per il weekend del 21-22 marzo 2026 l’Istituto Volterra-Elia e il Liceo Classico Carlo Rinaldini partecipano al progetto nazionale degli Apprendisti Ciceroni, formando studenti che accompagneranno il pubblico nella visita del complesso di San Domenico e della Caserma Gian Maria Paolini. Le aperture sono programmate con orari specifici: sabato 21 marzo dalle 15:00 alle 17:30 (ultimo ingresso) e domenica 22 marzo dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:30 (ultimo ingresso); la chiesa sarà visitabile la domenica pomeriggio dalle 15:30 alle 18:00.

Storia e trasformazioni del complesso

Il Fabbricato di San Domenico rinnova nel suo impianto secoli di vicende che alternano funzione religiosa e militare. L’odierno complesso fu riedificato tra il 1765 e il 1788 durante lavori di ammodernamento della piazza, comprendendo la chiesa, il convento e probabilmente parte degli spazi della demolita Chiesa dell’Incoronata. L’importanza della statua in marmo dedicata a Papa Clemente XII, realizzata a Roma da Agostino Cornacchini, testimonia il valore civico e devozionale che il luogo ha conservato nel tempo.

Dalla rivoluzione agli usi militari

Nel 1831 il sito fu teatro di episodi legati ai moti insurrezionali: la compagnia anconitana guidata dal Capitano Bontempi vi trovò rifugio prima di marciare verso Roma con il Gen. Sercognani. La destinazione militare si consolidò tra il periodo napoleonico, quando il complesso fu requisito e i religiosi allontanati, e gli anni successivi alla restaurazione del 1815. Con l’Unità d’Italia e la soppressione degli ordini religiosi nel 1861 i locali furono ripartiti tra il Comune, la Cassa Ecclesiastica e la Direzione del Genio Militare, che scelse parte del convento come sede del proprio comando.

Guerre, restauri e memoria

I bombardamenti della seconda guerra mondiale causarono gravi danni alla copertura della chiesa e alla maggior parte delle opere pittoriche; rimasero però intatte le otto sculture del Varlé, oggi tra gli elementi più preziosi conservati. Il recupero postbellico portò al restauro degli ambienti e, nel 1984, l’intitolazione della caserma al Sottotenente Gian Maria Paolini, figura che incarna la memoria della Resistenza: catturato dai nazi-fascisti il 24 marzo 1944, fu trasferito a San Giovanni Valdarno e fucilato senza processo il 24 aprile 1944.

Cosa visitare durante le Giornate FAI

La visita apre spazi normalmente chiusi al pubblico, come il chiostro dell’ex convento e gli ambienti interni della Caserma Paolini. Nel percorso si incontrano il salone d’onore e la piccola Quadreria dove sono esposte quattro importanti pale d’altare: il San Gregorio Illuminatore con vesti pontificali (XVIII secolo), il Sacro Cuore con San Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio (XVII secolo), il San Bernardo in estasi davanti alla Madonna con Bambino e angeli (XVIII secolo) e la Santa Palazia in preghiera con Cristo tra due santi (XVIII secolo).

Elementi espositivi e attrazioni

Ad impreziosire il percorso vi saranno uniformi storiche e moto d’epoca fornite dal Museo Storico del Corpo della Guardia di Finanza, che offrono uno sguardo concreto sulla tradizione militare del luogo. La domenica pomeriggio è inoltre possibile visitare l’interno della Chiesa di San Domenico per ammirare le opere d’arte conservate, nell’orario riservato dalle 15:30 alle 18:00.

Organizzazione delle visite e informazioni pratiche

Le visite sono curate dagli Apprendisti Ciceroni formati presso il Liceo Classico Carlo Rinaldini e l’Istituto Tecnico Tecnologico Volterra-Elia, sotto la guida delle insegnanti Prof.ssa R. Basile e Prof.ssa S. Petrelli. Questo approccio educativo valorizza la conoscenza del patrimonio attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti e il confronto con i visitatori, offrendo spiegazioni contestuali e approfondimenti storici.

Per partecipare è consigliabile verificare gli orari, presentarsi con la tessera FAI per accesso prioritario o acquistarla in loco; ricordiamo che le visite sono legate a una raccolta fondi, cioè a una donazione che sostiene le attività del FAI. In caso di grande affluenza l’ingresso potrebbe essere limitato, perciò è opportuno arrivare con anticipo nei turni indicati.

La proposta del 21-22 marzo 2026 offre un’occasione unica per unire storia, arte e memoria: camminare tra i chiostri, osservare le pale d’altare e ascoltare le storie raccontate dagli studenti significa contribuire alla conservazione di un patrimonio collettivo e riscoprire uno dei luoghi più significativi di Ancona.

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