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24 Luglio 2026

Scuola lombarda: risultati positivi INVALSI 2026 nonostante precarietà

La Lombardia si distingue per i risultati scolastici nonostante la precarietà del personale. Scopri come la regione mantiene standard elevati e quali interventi sono necessari per il futuro.

Scuola lombarda: risultati positivi INVALSI 2026 nonostante precarietà

La Lombardia continua a brillare nel panorama scolastico nazionale, nonostante le numerose sfide che il sistema deve affrontare quotidianamente. I dati INVALSI 2026 rivelano una regione che, pur con difficoltà strutturali, riesce a mantenere standard elevati di apprendimento per gli studenti.

Questo successo è il frutto di un impegno costante e professionale da parte del personale scolastico, che opera in condizioni spesso precarie e flessibili. Tuttavia, per garantire un futuro ancora più promettente per la scuola lombarda, sono necessari interventi concreti e mirati.

I risultati INVALSI 2026: un quadro positivo

Secondo i dati INVALSI 2026, la Lombardia è una delle poche regioni italiane in cui la quota di studenti che non raggiunge un livello adeguato di apprendimento in italiano e matematica resta sotto il 40%. Questo risultato è particolarmente significativo se confrontato con le medie nazionali, che vedono il 54% degli studenti con difficoltà in italiano e il 52% in matematica.

Anche nella scuola secondaria di primo grado, la Lombardia si distingue come l’unica regione settentrionale a mantenere un livello di competenze matematiche soddisfacente, nonostante un generale calo nel Nord Italia. Tuttavia, non mancano le criticità: i dati mostrano lievi cali in matematica e italiano alle elementari, in linea con il trend nazionale.

Le sfide della scuola primaria

La popolazione scolastica sempre più ampia e eterogenea impone interventi mirati sulle fragilità individuali. La Lombardia mantiene un vantaggio di 7-9 punti percentuali sulla media nazionale, ma è necessario affrontare le sfide legate all’eterogeneità degli studenti per garantire un apprendimento equo e di qualità per tutti.

Le condizioni di lavoro del personale scolastico

La Lombardia è la regione con la maggiore mobilità in uscita di personale scolastico, con quasi 2.000 docenti che lasciano ogni anno, e un tasso di precarietà che si aggira intorno al 20-25% dell’organico. Oltre il 50% del personale di sostegno è precario, su posti in deroga che si fatica a stabilizzare.

Queste condizioni di lavoro flessibili e precarie non facilitano certo il compito degli insegnanti, che devono affrontare anche le conseguenze delle riforme dei tecnici e dei professionali, nonché la ‘secondarizzazione’ della scuola primaria, con tagli orari proprio sulle materie STEM e su italiano.

Le proposte per migliorare il sistema scolastico

Per garantire una didattica sostenibile ed efficace, è indispensabile ampliare e rafforzare gli organici del personale scolastico. Questo permetterebbe di sdoppiare le classi, aumentare il tempo scuola e ripristinare il tempo pieno in tutte le scuole primarie.

Un altro intervento urgente è la stabilizzazione del personale precario, che comprende oltre 20.000 docenti e 7.000 ATA. Inoltre, è fondamentale valorizzare il personale scolastico attraverso un adeguamento salariale, che tenga conto non solo dell’aumento del costo della vita, ma anche del riconoscimento sociale per una categoria di lavoratori con titoli di accesso più alti della media del mondo del lavoro.

Solo investendo sulla scuola, sul personale scolastico e sul tempo scuola, la scuola può migliorare. E con la scuola, migliora anche la nostra visione del futuro.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.