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9 Ottobre 2026

Sovranità spaziale: satelliti, mining e innovazione europea

L'Italia guida un ambizioso salto verso la sovranità spaziale, unendo startup innovative, investimenti europei e tecnologie di ultima generazione.

Sovranità spaziale: satelliti, mining e innovazione europea

Il aerospazio è emerso come uno dei pilastri su cui l’Italia intende costruire competitività, sicurezza e sovranità tecnologica. In un recente incontro dedicato al Made in Italy, i vertici del settore hanno evidenziato la necessità di unire forze tra imprese e istituzioni per migliorare il posizionamento europeo. La CEO di Sitael, Chiara Pertosa, ha ricordato che l’Italia non ha ancora sfruttato appieno il programma europeo Iris2, che offre un’alternativa a Starlink, ma ha sottolineato la possibilità di recuperare terreno con progetti in orbita bassa.

Innovazione digitale e partnership industriali

Tra le iniziative più promettenti, Sitael sta sviluppando la piattaforma Empyreum concepita per lanciare in orbita sensori ad altissima risoluzione capaci di osservare la Terra con precisione senza precedenti. Parallelamente, aziende come Accenture Italia, in collaborazione con Fincantieri Ingenium, hanno dimostrato come la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale possano trasformare il prodotto finale: il software non è più un semplice supporto, ma diventa parte integrante del satellite. Come ha spiegato il responsabile aerospace & naval di Accenture, queste tecnologie consentono di controllare dati, architetture e capacità operative, garantendo una vera sovranità tecnologica.

Digitalizzazione trent’anni fa e salto attuale

Mauro Fioretti, CEO di Pietro Rosa TBM, ha ricordato che l’adozione di tecnologie digitali risale a tre decenni, ma che ora si è verificato “un salto importante”. La combinazione di AI, simulazioni avanzate e produzione rapida permette a piccole realtà pugliesi di competere con giganti internazionali, accelerando la caduta dei costi di sviluppo e di lancio.

Space mining: la nuova frontiera della geopolitica

Parallelamente, il space mining sta trasformando la lotta per le materie prime critiche in una corsa verso l’orbita. La crescente dipendenza da litio, cobalto, terre rare e platino rende vulnerabili le catene di approvvigionamento tradizionali, soprattutto in vista delle restrizioni cinesi. Con i costi di lancio ridotti del 60% grazie ai vettori riutilizzabili, gli scenari di estrazione asteroidale diventano business case credibili, non più semplici sperimentazioni per miliardari. L’Unione Europea, consapevole del rischio di concentrazione, considera lo In-Situ Resource Utilization (ISRU) come una vera assicurazione contro l’interruzione di forniture.

Luna, ghiaccio ed elio-3

Il primo passo concreto punta al nostro satellite naturale. Le recenti missioni, come Chandrayaan-3, hanno confermato la presenza di ghiaccio d’acqua nei crateri del polo sud lunare. L’acqua, una volta elettrolizzata, può generare idrogeno e ossigeno per propellente, abbattendo drasticamente i costi di trasporto – attualmente migliaia di dollari per chilogrammo. Oltre al propellente, il ghiaccio lunare potrebbe fornire elementi utili per l’alimentazione di basi permanenti, aprendo la via a una economia cislunare sostenibile.

ConnectedCosmos: la risposta europea alla dipendenza satellitare

Nel contesto della sovranità digitale, la società Open Cosmos ha avviato il progetto ConnectedCosmos una costellazione di 192 satelliti in orbita bassa destinata a creare una rete globale resiliente entro il 2030. Con un investimento di 300 milioni di euro, il piano prevede il lancio di 96 unità entro la fine del 2028 e l’utilizzo di Optical Inter-Satellite Links (ISL) per trasferire dati direttamente tra i nodi orbitali, limitando la dipendenza da stazioni terrestri e da infrastrutture vulnerabili.

Governance e capacità operative

La rete è pensata per governare sovranamente le comunicazioni di governi, servizi pubblici e infrastrutture critiche, offrendo una “mesh” spaziale che può operare anche in caso di jamming o attacchi cyber. Oltre alla connettività, la piattaforma integra osservazione della Terra e analisi dei dati, consentendo il trasferimento di immagini ad alta risoluzione direttamente attraverso l’intera costellazione. Open Cosmos afferma di poter produrre un satellite al giorno nei suoi stabilimenti europei, garantendo scalabilità e rapidità di risposta alle esigenze emergenti.

Questi sviluppi dimostrano come l’Italia, le sue startup e l’Unione Europea stiano convergendo verso un modello di ecosistema spaziale integrato dove Innovazione digitale, estrazione di risorse extraterrestri e infrastrutture di comunicazione sovrane si alimentano reciprocamente. Il risultato è una nuova era di autonomia strategica, capace di ridurre le vulnerabilità terrestri e di aprire nuove opportunità economiche nel mercato globale dello spazio.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.