Il valore complessivo delle stablecoin si è stabilizzato intorno ai 300 miliardi di dollari, scendendo a 295 miliardi all’inizio di novembre. I due principali attori, Tether (circa 180 miliardi) e Circle (circa 70 miliardi), continuano a dominare la quota di mercato.
Le parole del governatore Panetta sul calo di slancio
Al Festival dell’Economia, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha osservato che le stablecoin non stanno più crescendo a livello globale e che la loro utilità nei pagamenti domestici è quasi inesistente. Secondo Panetta, le transazioni reali con stablecoin rappresentano meno di un decimo di un centesimo di punto percentuale del volume mondiale, evidenziando rischi di liquidità e il pericoloso scenario di una corsa al rimborso.
Scarsa adozione nelle imprese e il sondaggio della Fed di Cleveland
Un’indagine condotta dalla Federal Reserve di Cleveland su 148 aziende statunitensi ha rivelato che solo otto realtà hanno manifestato interesse a utilizzare le stablecoin per pagare fornitori o clienti. Le motivazioni principali sono la soddisfazione per i metodi tradizionali, la scarsa familiarità con la tecnologia e la mancanza di richieste da parte dei partner commerciali.
Costi reali dei trasferimenti cross-border con USDC
Economisti della Banca d’Italia hanno testato il trasferimento di 200 USDC lungo dieci rotte che collegano l’Italia a nazioni come Argentina, Brasile, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti e Giappone. I risultati mostrano che i costi totali variano dallo 0,30 % al 9 % dell’importo inviato, con la parte on-chain rappresentante solo una % marginale. La velocità di esecuzione dipende prevalentemente dalle infrastrutture di pagamento nazionali, annullando i vantaggi teorici di rapidità e riduzione dei costi.
Stablecoin legate all’euro: un ruolo ancora marginale
Le stablecoin ancorate all’euro costituiscono circa l’1 % del capitale globale. Progetti come Qivalis, che riunisce 37 banche europee tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo, e l’iniziativa Eurbank di Bancomat puntano a sfruttare la tokenizzazione per facilitare i pagamenti internazionali delle imprese, ma al momento l’impatto sul mercato rimane limitato.
La promessa di pagamenti più rapidi e a costi contenuti offerta dalle stablecoin non si è ancora tradotta in un’adozione diffusa. Le autorità di vigilanza evidenziano ancora lacune di liquidità e di governance, mentre le aziende preferiscono sistemi consolidati. Il futuro delle stablecoin, quindi, dipenderà dalla capacità di superare questi ostacoli tecnici e normativi.



