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29 Agosto 2026

WTI e Brent in discesa: aggiornamenti sui mercati petroliferi e la situazione geopolitica

I prezzi del petrolio registrano un leggero calo, mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a influenzare i mercati energetici. Scopri cosa sta succedendo.

WTI e Brent in discesa: aggiornamenti sui mercati petroliferi e la situazione geopolitica

I mercati petroliferi hanno registrato un leggero calo nelle ultime contrattazioni, con il WTI che ha chiuso a 83,45 dollari (-0,10%) e il Brent a 88,09 dollari (-0,49%). Questo movimento è stato influenzato dalle ultime novità geopolitiche, in particolare dalla situazione nello Stretto di Hormuz una delle rotte marittime più strategiche al mondo.

Lo Stretto di Hormuz situato tra l’Iran e l’Oman è un punto cruciale per il traffico di petrolio e gas naturale liquefatto. Qualsiasi interruzione in questa rotta può avere ripercussioni significative sui prezzi del greggio e sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici globali.

La rimozione delle mine navali nello Stretto di Hormuz

In un video diffuso su X nella notte, l’ammiraglio Brad Cooper a capo del Comando militare centrale USA (Centcom) ha confermato che le forze armate statunitensi hanno rimosso con successo le mine navali presenti nelle rotte di navigazione internazionali dello Stretto di Hormuz. Secondo Cooper, queste mine erano state posizionate mesi fa dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano.

L’ammiraglio ha aggiunto che le rotte di transito riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono ora libere da mine iraniane, grazie allo straordinario lavoro dei militari statunitensi. Questa operazione rappresenta un passo significativo per la sicurezza energetica globale, anche se i prezzi del petrolio hanno comunque registrato un leggero calo nell’ultima seduta.

Le condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz

L’Iran sta preparando una lista di condizioni per riaprire pienamente lo Stretto di Hormuz. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei ha dichiarato che Teheran lo farà su richiesta dei mediatori. Secondo Reuters Iran e Oman avrebbero concordato in linea di principio un corridoio di navigazione attraverso acque omanite e iraniane.

Il Qatar sta facendo da principale intermediario. Il premier e ministro degli Esteri qatariota Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani è stato ieri a Teheran e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e altri dirigenti iraniani. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’escalation e riaprire uno spazio negoziale Usa-Iran. Tuttavia, Washington per ora non sembra voler tornare all’accordo negoziale di giugno.

La situazione attuale nello Stretto di Hormuz

I dati Reuters confermano la fragilità della situazione: giovedì sono passate attraverso Hormuz soltanto sette navi mercantili, contro 17 il giorno precedente e una media recente di circa 15. Reuters stima che il traffico complessivo resti attorno al 5–15 per cento dei livelli normali.

Il segretario Generale dell’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo)Arsenio Dominguez ha dichiarato che la situazione nello Stretto di Hormuz rimane irrisolta e che circa 6.000 marinai a bordo di 400 navi sono ancora bloccati nel Golfo Persico. L’Imo ha verificato almeno 70 attacchi contro navi mercantili internazionali, con 19 marittimi uccisi.

La situazione nello Stretto di Hormuz rimane complessa e richiede soluzioni concrete per ripristinare la libertà di navigazione e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici globali.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.